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Moggi: "Se Moratti nega il contratto che mi propose, lo tiro fuori dalla cassaforte" |
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Stefano Discreti
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venerdì 28 marzo 2008 |

Luciano
Moggi, in questi giorni a Roma per difendersi dalle accuse che lo
vedono coinvolto nel processo Gea, ieri sera è intervenuto come ospite
d’onore nella stoica trasmissione romana ”La Juve è sempre la Juve”.
Beh, forse non ci crederete ma mai nell’emittente locale laziale si era
visto un simile entusiasmo. Studio strapieno, applausi a scena aperta,
continui inni a quello che per tutti è stato e rimarrà sempre “Il
Direttore”. Parafrasando il titolo della suddetta trasmissione viene da
dire “Moggi è sempre Moggi”. Un'ora e mezza a ruota libera, svariando
su tutti i fronti. Si parte dal mercato ovvero il settore in cui,
Luciano Moggi era il maestro. “Cristiano
Ronaldo era già nostro. Era venuto anche a Torino a fare le visite
mediche. Era tutto pronto, ma poi Salas fece saltare lo scambio”.
Niente male come inizio. “Se fossimo ancora dirigenti della Juventus,
Antonio Cassano adesso giocherebbe con noi”. Ah però. Poi
si vanno a toccare gli argomenti che hanno coinciso con i momenti più
difficili della sua carriera e della sua vita, ovvero Calciopoli e
dintorni, quando, a sue parole, gli è stata rubata l’anima. “Tornassi
indietro mai mi dimetterei vedendo come poi la Juventus non si è difesa
nei processi sportivi. Cosa pensava la proprietà? Che poi la Juventus
sarebbe stata amata? Fosse stato ancora in vita l’avvocato, Calciopoli
non sarebbe mai esistita.
In questo mondo di squali bisogna sempre difendersi, senza mai abbassare la guardia. Altrimenti non vieni mai rispettato. Guardate gli arbitri come trattano la Juventus adesso. Da un lato fanno bene perché la Juventus è stata favorita per decenni e questo è soltanto il contrappasso. La verità però è che gli arbitri non sono mai stati condizionati. Mai. Gli arbitri si condizionano da soli, con la voglia di fare carriera.” Il primo sassolino è tolto. Ma gli attacchi alla nuova dirigenza bianconera non finiscono qui: “Avessi
avuto io un budget di mercato da investire come quello messo a
disposizione la scorsa estate dalla proprietà, sicuramente adesso la
Juventus starebbe lottando per lo scudetto ma guai a toccarmi Alessio
Secco. Alessio è un validissimo ragazzo e lo dimostrerà a voi tutti con
il passare del tempo” A chi gli domanda poi se in futuro potrebbe tornare alla Juventus risponde: “Con questa dirigenza, mai”. A chi invece gli chiede se visto il periodo di elezioni, qualcuno l’ha contattato per candidarsi in politica replica dicendo: “Si,
sono stato contattato per entrare in politica. Ma non mi interessa.
Perché il mio mondo è stato e sarà ancora quello del calcio”. Poi le
solite stoccate a Tronchetti Provera, a Moratti(“Il contratto che mi
propose è in cassaforte. Se mai avrà il coraggio di negarlo, lo tirerò
fuori. Ma solo in quel caso”) e ad un mondo che ha trovato in lui un
capro espiatorio, un mostro da dare in pasto al popolo affamato di
giustizia. Quella giustizia che è certo di ottenere a Napoli “finalmente in un processo vero, dove non vedo l’ora di poter parlare”. Non resta quindi che aspettare….
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