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Antonio Socci
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giovedì 24 novembre 2005 |
 Il calcolo complessivo delle vittime dell'aborto supera il miliardo di vite umane... Non si dovrebbe fermarsi un attimo e riflettere? Ieri l'Unità riportava in prima pagina questo titolo: “La fame uccide sei milioni di bambini ma a noi non importa nulla”. Credo anche io che sia una tragedia immane che si consuma ogni anno e che non dovrebbe farci dormire tranquilli. Giustamente Walter Veltroni scrive che “dovrebbe essere la notizia principale per tutti i giornali del mondo”. Ha ragione. Ma, senza voler opporre tragedia a tragedia,perché fanno parte dello stesso computo, ritengo che ci sia un orrore ancora maggiore su cui chiudiamo gli occhi (e chiedo, pacatamente, anche all’Unità se non merita un titolo di prima pagina): un miliardo di vite umane soppresse con l’aborto. Hits: 143 |
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Antonio Marcianò
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venerdì 18 novembre 2005 |
 Eraclito distinse l’umanità in due gruppi, quello dei desti e quello dei dormienti. Il problema è il seguente: il 95 per cento dell’umanità appartiene ai dormienti, anzi ai letargici. Costoro sguazzano nel brago dell’ignoranza, convinti non solo di sapere quasi tutto, ma di aver capito tutto. Costoro si fanno inebetire dai media, che non sono manipolati dai potenti, ma appartengono ai potenti. Costoro hanno l’intelletto completamente ottuso, la mente atrofizzata. Costoro non notano le più clamorose contraddizioni, credono alle più spudorate bugie, votano chi li raggira... Hits: 203 |
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Piero Stefani
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venerdì 04 novembre 2005 |
 Giunto circa a metà della sua vita pubblica Gesù rivolge ai discepoli una domanda su se stesso. L’episodio è presente in tutti e tre i vangeli sinottici (Mt 16,13-20; Mc 8,27-30; Lc 9,18-21 ). La sua singolare pregnanza è dovuta anche a quanto non vi è scritto. La sua articolazione è grosso modo la seguente (seguiremo Marco ma il discorso, sotto questo aspetto, non muta negli altri due vangeli): avvicinandosi a Cesarea di Filippo Gesù pone ai propri discepoli questa domanda: «Chi dicono gli uomini (oi anthropoi) che io sia?» e ottiene un certo numero di risposte: Giovanni Battista, Elia o uno dei profeti. Segue un secondo interrogativo: «E voi chi dite che io sia?». Hits: 268 |
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Dario Antiseri
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venerdì 04 novembre 2005 |
 Nella disputa sul relativismo c’è bisogno urgente di maggior cautela. Il pluralismo delle concezioni etiche, delle visioni filosofiche del mondo e delle fedi religiose è un innegabile dato di fatto.Di fronte a siffatta realtà c’è chi afferma che un sistema etico vale l’altro, che tutti i sistemi etici sono uguali, che niente vale, e cioè che nessun valore vale davvero. E questo è il relativismo che oggi è sotto accusa ed è oggetto di rifiuto. Hits: 136 |
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Sandro Magister
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venerdì 04 novembre 2005 |
 È Dario Antiseri. Espone le sue tesi sulla rivista ufficiale dell’Università Cattolica di Milano. E critica a fondo le posizioni di Benedetto XVI su relativismo, nichilismo e legge naturale. Dopo alcuni mesi di pontificato, l’impressione generale è che dentro la Chiesa nessuno seriamente critichi le tesi centrali – filosofiche e teologiche – della predicazione di Benedetto XVI. Ma non è così. C’è un filosofo cattolico che ha contestato proprio un punto capitale del pensiero di Joseph Ratzinger: quello sulla legge naturale e il relativismo. Hits: 152 |
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Augusto Silenzi
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giovedì 20 ottobre 2005 |
 "In mezzo a voi c’è uno che voi non conoscete". Questo rimprovero che Giovanni Battista faceva alla gente di Betania, suona ben più grave per i tanti cristiani di oggi che non conoscono o conoscono poco e male il Sacramento della Santa Eucaristia, che Gesù, nell’ultima Cena, ci ha donato come Memoriale del Sacrificio della Croce e quale fonte e apice della nostra vita cristiana. Eppure sono mille le voci che esaltano questo dono meraviglioso dell’amore salvifico del Signore. Sono voci che risuonano dal Vangelo, dalla primissima Tradizione apostolica, dal Magistero della Chiesa, dalla testimonianza dei Santi, dalle innumerevoli, splendide espressioni dell’arte sacra. Hits: 124 |
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Antonio Socci
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lunedì 17 ottobre 2005 |
 "Non ci sono più miracoli, ma solo istruzioni per l’uso". Ricordo questo folgorante pensiero di Franz Kafka quando vedo sui giornali le cronache dal Sinodo dei Vescovi (anche ieri sulla prima pagina di Repubblica). A leggere i quotidiani sembra sia tutto un discutere su aborto, divorzio, regole e norme di tutti i tipi, come se la Chiesa fosse al mondo per enucleare divieti e rilasciare permessi e non per annunciare la liberazione delle creature umane dall’infelicità e dal non senso.Tale falsa rappresentazione dipende dalla miopia dei mass media. Hits: 129 |
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Julius Ebnoether
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venerdì 14 ottobre 2005 |
 Allarme occultismo e satanismo: lo lancia la chiesa cattolica che individua un vero e proprio disagio diffuso, anche tra i giovani, con il quale si confrontano sempre di più gli esorcisti, sottoposti ad una "fortissima richiesta", tanto che a loro volta rimandano molti "presunti indemoniati" a psichiatri e medici per un aiuto concreto, nel caso non si tratti di possessione demoniaca. L'analisi della situazione è stata fatta in occasione dell'apertura del secondo corso su esorcismo e satanismo, organizzato dall'ateneo Regina Apostolorum,aperto quest'anno anche a uditori laici (catechisti, medici, psichiatri, avvocati) che però continuano a non essere coinvolti in alcun modo con i riti di esorcismo, che fanno parte del ministero proprio del vescovo, e dei sacerdoti da lui indicati. Hits: 126 |
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Claudio Doglio
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giovedì 06 ottobre 2005 |
 "Io sono la luce del mondo" è la tematica che emerge nei cc. 8-11 del Vangelo secondo Giovanni, a cui dedichiamo l’attenzione in questo tratto del nostro percorso. Come chiave di lettura viene presentato il metodo «simbolico» con cui l’evangelista imposta il suo racconto, interpretando i fatti storici della vita terrena dell’uomo Gesù per comunicare ai suoi lettori il messaggio profondo e universale che da quei fatti emerge: egli è il grande segno di Dio, il simbolo che permette di ricomporre l’unità, il sacramento dell’incontro con Dio. Hits: 177 |
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Clementina Mazzucco
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giovedì 06 ottobre 2005 |
 L'episodio dell'adultera (Gv 7,53-8,11), molto noto, non doveva far parte del Vangelo di Giovanni fin dall’inizio, come indicano già alcune differenze di linguaggio e di contenuti[1]. Manca inoltre in una serie di manoscritti antichi e autorevoli e, quando compare, viene collocato anche in altri punti, e non solo di questo Vangelo, ma anche del Vangelo di Luca. La sua canonicità non è in discussione, grazie anche al fatto che venne inserito da Gerolamo nella sua traduzionelatina della Bibbia, diventata poi quella ufficiale della Chiesa, la Vulgata. Si presenta come un brano autentico della tradizione evangelica e si sospetta che abbia avuto difficoltà a essere accettato nei primi secoli a causa della rigida disciplina ecclesiastica allora vigente a proposito della colpa di adulterio. Hits: 437 |
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