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Antoine Fabre d'Olivet
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domenica 02 aprile 2006 |
 Il tempo è una misura della vita. Cambiate la vita e cambierete il tempo. Imprimete un altro movimento alla materia ed avrete un altro spazio. Lo spazio ed il tempo sono cose analoghe. Là è la materia che si muove; qui è la vita. L’uomo, essere intelligente e sensibile, conosce la materia per il tramite dei suoi organi corporali, ma non per il tramite degli organi della sua intelligenza; ha il senso intellettuale della vita, ma non comprende né possiede la vita. È questa la ragione per cui lo spazio ed il tempo, cui sembra essere tanto prossimo, rimangono per lui due incognite... Hits: 179 |
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Dario Oliverio
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mercoledì 29 marzo 2006 |
 Viaggio nel fenomeno Tiziano Terzani. Siti Internet con migliaia di fan, ressa alle presentazioni del volume postumo. Il figlio Folco: "Ma per me resta sempre e solo il mi' babbo". L'anno scorso a Milano sfondarono le porte per entrare a vedere la proiezione del documentario Anam, il senzanome. Erano persone normali, alcune anziane, racconta chi c'era. Che non potevano tollerare l'idea di restare fuori perché in sala i posti erano tutti occupati. Qualche sera fa a Roma al Teatro Ambra Jovinelli, per la serata di presentazione del suo libro postumo: "La fine è il mio inizio", la gente che non è riuscita a entrare era altrettanto inferocita. Che cosa spinge le persone a questo? Hits: 143 |
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Benedetto XVI
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mercoledì 29 marzo 2006 |
 Attraverso il ministero apostolico la Chiesa, comunità radunata dal Figlio di Dio venuto nella carne, vivrà nel succedersi dei tempi edificando e nutrendo la comunione in Cristo e nello Spirito, alla quale tutti sono chiamati e nella quale possono fare esperienza della salvezza donata dal Padre. I Dodici – come dice il Papa Clemente, terzo Successore di Pietro, alla fine del I° secolo - ebbero cura, infatti, di costituirsi dei successori, affinché la missione loro affidata continuasse dopo la loro morte. Hits: 138 |
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Antonio Marcianò
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mercoledì 29 marzo 2006 |
 Fatto v’avete d’oro e d’argento; e che è altro e dai voi l’idolatre, se non ch’elli uno e voi ne orate cento? (Dante Alighieri, Inferno, XIX, 112-114). Il sommo orefice, Benedetto XVI, per l’ennesima volta, con l’improntitudine e l’ipocrisia che lo contraddistinguono, comune d’altronde a tutti quelli come lui, purtroppo assai numerosi, ha asserito che la chiesa cattolica difende valori quali la vita, dal concepimento sino alla sua fine naturale, l’integrità della famiglia e la libertà d’educazione. Hits: 144 |
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Dionigi Areopagita
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venerdì 24 marzo 2006 |
 Il Medesimo è soprasostanzialmente eterno, invariabile, rimane sempre in se stesso, è sempre nella stessa maniera e si mantiene ugualmente presente a tutte le cose, collocato egli stesso per se stesso e da se stesso stabilmente e intemeratamente nei bellissimi confini di un'Identità soprasostanziale, senza cambiamento, senza perdita, inflessibile, invariabile, non mescolato, immateriale, semplicissimo, senza bisogno, senza crescita, senza diminuzione, senza nascita: non nel senso che non sia ancora creato o che sia incompiuto (...) ma congiunge gli esseri gli uni con gli altri, in quanto abbondante e causa di identità che contiene in antecedenza in sé,alla stessa maniera, anche le cose contrarie secondo una sola ed unica Causa sovraeminente di tutte l'identità. Hits: 203 |
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Clive Staples Lewis
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domenica 19 marzo 2006 |
 Sto cercando, qui, di impedire che qualcuno pronunci la frase davvero sciocca che spesso si sente ripetere su di Lui: «Sono pronto ad accettare Gesù come un grande maestro morale, ma non accetto la Sua affermazione di essere Dio». Questa è proprio la cosa che non bisogna dire. Un uomo che fosse soltanto un uomo e dicesse le cose che diceva Gesù non sarebbe un grande maestro morale. Sarebbe un pazzo - alla pari di uno che affermi di essere un uovo in camicia - oppure sarebbe il diavolo in persona. Dobbiamo fare la nostra scelta. O quest'uomo era, ed è, il Figlio di Dio; o altrimenti era un folle o peggio ancora. Hits: 171 |
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Carlo Cardia
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domenica 19 marzo 2006 |
 Il problema dell'insegnamento religioso nelle scuole, in Europa, non è mai stato una questione puramente amministrativa. Esso è stato al centro delle grandi trasformazioni dello stato moderno, ed ha seguito le vittorie e le sconfitte del carattere democratico e laico degli ordinamenti europei. Oggi è legato anche al progresso delle società europee sulla via dei diritti umani e della libertà religiosa. Nei periodi di conflitto tra stato e Chiesa, soltanto il laicismo estremo ha estromesso del tutto la religione nella scuola. Così è avvenuto nella Francia dell'Ottocento, dove l'insegnamento cattolico andava e veniva a seconda se al potere erano i rivoluzionari o i monarchici, i moderati o i separatisti della Terza Repubblica. Hits: 119 |
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Antonio Socci
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domenica 19 marzo 2006 |
 Aborto, un miliardo di vittime innocenti. Ecco titolo e sottotitolo del mio ultimo libro appena arrivato sugli scaffali delle librerie (Piemme 176 pagine, 10 euro). Qui sotto alcuni stralci del primo capitolo: "Tutta la violenza di un secolo". E’ quanto promette di contabilizzare il titolo di un libro di Marcello Flores che la Feltrinelli ha pubblicato nel 2005. Parla del Novecento appena concluso e somma tutte le vittime delle guerre, dei genocidi, dei totalitarismi, dei fondamentalismi e dei razzismi. Alla fine l’autore calcola che “le persone uccise in atti di violenza di massasiano state tra i cento e i centocinquanta milioni (qualcuno propone addirittura la cifra di duecento)”. Cifre “in ogni caso agghiaccianti” che, osserva Flores, “giustificano il fatto che il XX secolo sia stato considerato uno dei più violenti nella storia dell’umanità”. Hits: 137 |
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Fabio Bergamini
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lunedì 13 marzo 2006 |
 Il professor Gustavo ZagrebelskyA seguito della recente querelle sull'identità occidentale promossa dall'onorevole Pera, nella pluralità di voci e di pareri apparsi come funghi sui quotidiani nazionali, si distingue per chiarezza di contenuti l'intervento di Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista «di parte» (fu nominato da Oscar Lugi Scalfaro), su «La Repubblica» dell'8 marzo di quest'anno (1). In questo suo articolo «I paladini dell'identità e la tolleranza dell'Occidente», l'autore insiste sulla diffidenza da tenere verso ogni forma di identità concreta e attacca duramente ogni concezione di «pensiero forte» criticando chi vedenella nostra società «disgregazione e disperazione, relativismo, egoismo e mancanza di nerbo morale». In questo articolo si condanna inoltre l'«errore» diffuso che consiste nel vedere le scienze come «frammentate, prive di anima, ma dotate di ambizioni smisurate», attaccando perciò chi pensa che la «ragione» «non si occupa più di fini ma solo di mezzi» ed è quindi pronta «a servire qualunque padrone». Hits: 156 |
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Antonio Marcianò
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giovedì 09 marzo 2006 |
 Il celebre racconto di Arthur C. Clarke, intitolato La stella, narra di un’esplosione di un astro intorno all’anno zero. L’esplosione distrugge i pianeti del sistema con le civiltà che vi si erano sviluppate. La conflagrazione è visibile sulla Terra come l’astro che indica ai Magi il luogo in cui è nato il Salvatore. Alcune migliaia di anni dopo un astronomo, appartenente alla Compagnia di Gesù, parte dalla Terra per una missione scientifica volta a studiare un ammasso denominato Phoenix. L’astronave, su cui viaggia un’equipe di ricercatori, raggiunge la nebulosa generata da un’immane catastrofe cosmica: approdato su un corpo celeste disabitato, il religioso scopre un congegno elettronico in cui sono registrate le informazionidi una civiltà annichilita dal collasso della stella. Hits: 170 |
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