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Samir Khalil Samir
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martedì 02 maggio 2006 |
 Come Joseph Ratzinger guarda all’Islam. L’autore di questo saggio è un gesuita egiziano che conosce molto da vicino sia il papa sia la religione musulmana. Benedetto XVI è forse fra le poche personalità ad aver capito profondamente l’ambiguità in cui si dibatte l’islam contemporaneo e la sua fatica nel trovare un posto nella società moderna. Nello stesso tempo egli sta proponendo all’islam una via per costruire la convivenza mondiale e con le religioni basata non sul dialogo religioso, ma culturale e di civiltà, basata sulla razionalità e su una visione dell’uomo e della natura umana che viene prima di qualunque ideologia o religione. Hits: 193 |
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Jean-Louis Tauran
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domenica 16 aprile 2006 |
 Il Medio Oriente, al crocevia di tre continenti, è la culla delle tre religioni monoteistiche. È la più importante fonte di approvvigionamento di idrocarburi, ma è anche vittima della situazione creata dal non risolto conflitto israelo-palestinese. È la zona del mondo in cui si spende di più in armi, nonostante le gigantesche sacche di povertà. Mentre mi preparavo per l’incontro di questo pomeriggio, pensavo chesarei stato contento se, una volta terminato, i miei ascoltatori avessero potuto percepire la libertà con cui i papi e i loro collaboratori affrontano, in una prospettiva squisitamente etica, situazioni così complesse come quella del Medio Oriente. Hits: 203 |
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Giovanni Sale
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domenica 19 marzo 2006 |
 La situazione dei cristiani nei paesi a maggioranza musulmana conobbe un notevole miglioramento sotto la dominazione dei turchi selgiuchidi. Nell’impero ottomano, nel XIX secolo, il tasso di scolarizzazione delle comunità cristiane era di gran lunga superiore a quello della comunità musulmana e perfino di quella ebraica. Tale relativo benessere si espresse anche in termini demografici: nel 1914, l’anno dello scoppio della grande guerra, i cristiani erano circa il 24 per cento della popolazione dell’impero, raggiungendo il 30 per cento nelle regioni delle attuali Siria, Libano, Giordania e Palestina. Ma dopo la fine della prima guerra mondiale l’impero ottomano si dissolve e si profila per le comunità cristiane residenti nell’area una situazione del tutto nuova, meno vantaggiosa di quella precedente. In Turchia il processo di costituzione dello stato nazionale, basato sull’identità turca, condusse all’esclusione dei cristiani dal nuovo stato. Hits: 197 |
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Sandro Magister
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domenica 19 marzo 2006 |
 Nella parte nord dell’isola, occupata dalla Turchia, le chiese sono diventate stalle o moschee. Diario di un viaggio al di là del muro. L’isola di Cipro fu la prima meta della “missione speciale” che lo Spirito Santo affidò a Paolo e Barnaba, stando a quel che si legge negli Atti degli Apostoli al capitolo 13. Nell’isola essi trovarono un governatore romano, Sergio Paolo, “il quale era un uomo intelligente, desiderava ascoltare la parola di Dio e credette, profondamente scosso dall’insegnamento del Signore”. Ma se oggi Paolo e Barnaba tornassero a Cipro, nella parte nord dell’isola, come governatori troverebbero non i romani ma i turchi. E invece che una cristianità nascente ne vedrebbero una morente, con le chiese e i monasteri in rovina, oppure trasformati in stalle, in alberghi, in moschee. Hits: 214 |
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Luigi Geninazzi
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domenica 19 marzo 2006 |
 L'Europa finisce qui, nell'isola più bella del Mediterraneo sfregiata da un muro che la spezza in due. L'Europa finisce bruscamente lungo una barriera di filo spinato, cemento e torrette militari che taglia Cipro in tutta la sua larghezza e divide Nicosia, capitale ferita nel suo cuore antico. Per l'ONU che la presidia coi suoi caschi blu è la “linea verde”. Ma qui la gente continua a chiamarla “linea Attila”, dal nome che i turchi avevano dato all'invasione. Il flagello ha lasciato tracce. Ha colpito Cipro, sede della più antica comunità cristiana sul suolo europeo, nel suo tesoro artistico, culturale e religioso: stupende chiese bizantine e romaniche, monasteri imponenti, mosaici e affreschi d'inestimabile valore. Un patrimonio che nella parte nord dell'isola, sotto occupazione turca, è stato saccheggiato, violato e distrutto. Hits: 185 |
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Julius Ebnoether
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lunedì 13 marzo 2006 |
 Storico incontro tra comunità ebraica e musulmana. L'auspicio che «le differenze di religione non si traducano mai in ostilità. La lotta contro l'Islamofobia e l'antisemitismo devono procedere parallele. Con lo stesso spirito di rispetto dobbiamo vigilare per impedire che la violenza e l'odio, da qualsiasi parte provengano non si alimentino con la religione»: queste le parole del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, che ha parlato nella Grande Moschea della capitale. Una visita storica, la prima per un rabbino capo di Roma, promossa da entrambe le comunità all'indomani delle polemiche legate alle caricature di Maometto pubblicate in Danimarca e in altri paesi tra cui l'Italia. Già allora il rabbino Di Segni aveva espresso «solidarietà al mondo musulmano» e condannò «ogni violenza e ogni eccesso». Hits: 124 |
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Federico Fontanini
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venerdì 24 febbraio 2006 |
 Indignati per la vigliaccheria dell’Occidente. I recenti fatti di cronaca ci mostrano come il confronto tra Islam ed Occidente divenga ormai ogni giorno più problematico e come vada sempre più delineandosi un clima di guerra di religione, condotta dal fondamentalismo di matrice islamica, che riesce a trascinare intere masse di fedeli musulmani. In questi giorni (siamo intorno al 20 febbraio), nei commenti comparsi sui giornali sono rimasto colpito da alcune prese di posizione di giornalisti cattolici, come Antonio Socci, che potrebbero a prima vista sembrare contrarie allo spirito di dialogo ed accoglienza proprio di ogni vero cristiano. In un articolo riguardante le provocazioni legate alle famose magliette dell’ex ministro leghista Calderoli, Socci sembrava quasi assumerne le difese rilevando come di fronte alla sproporzionata e violenta reazione islamica, il parlamentare fosse stato da tutti i giornali italiani, da tutti i politici e gli intellettuali politicamente e moralmente linciato. Hits: 114 |
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Raimondo Bultrini
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martedì 21 febbraio 2006 |
 In Nepal, un giovane ricalca le gesta di Siddharta, immobile e digiuno sotto un albero. Lo studierà un team di scienziati. Il giovane aspirante Budda sta accoccolato da nove mesi nell'incavo di un albergo gigante, quasi fosse un ventre materno, nelle foreste di Chitwan. La sua sagoma si distingue appena, nell'ombra fitta degli alberi di banyan e sal. Eppure Ram Bahadur Bomjon, 16 anni, nepalese, contadino del villaggio di Ratnapur, è lì, seduto immobile sotto la chioma del pipal dal 17 maggio del 2005, apparentemente senza mangiare né bere. A 30 metri di distanza, un piccolo binocolo lo inquadra dalla testa ai piedi, isolato da due sbarramenti di filo spinato eretti per proteggerlo da curiosi e provocatori. Hits: 145 |
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Sandro Magister
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domenica 19 febbraio 2006 |
 Come e perché l’islam può far parte dell’Europa “catholica”. A due condizioni: forte identità cristiana e autoriforma musulmana. Conferenza letta a Denver, Colorado, su invito dell’arcidiocesi. In Europa cristianesimo e islam sono inseparabili. In Francia, i musulmani sono cinque milioni e mezzo e tra vent’anni si prevede che saranno il doppio. Già oggi superano nel numero i cattolici francesi che vanno a messa ogni domenica. A Evry, a sud di Parigi, è sorta dodici anni fa una nuova chiesa cattedrale, capolavoro riconosciuto di uno degli architetti più famosi al mondo, lo svizzero Mario Botta. La domenica è semivuota. Ed è invece brulicante di fedeli la vicina moschea. Il suo imam, Khalil Merroun, ha affermato in un’intervista: “La Chiesa cattolica dovrebbe convincersi che l’Europa non le appartiene. Il consiglio che dò ai miei colleghi cattolici è di interrogarsi a fondo sul perché i loro fedeli non vivono la loro spiritualità”. Hits: 115 |
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Francesco Agnoli
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mercoledì 15 febbraio 2006 |
 La guerra in Iraq e i rapporti del mondo occidentale in generale ed europeo in particolare col mondo musulmano, in fatto conflittuali come non mai su vari fronti - primissimo in Italia e in Europa quello di una massiccia e incontrollata immigrazione, spesso trascurata da politici e media, ma costantemente alla preoccupata attenzione della gente comune - hanno provocato una grave frattura all'interno di quel laicato cattolico che si suole definire come "tradizionalista" e che, anche quando evitava impegnative adesioni partitiche, aveva spesso (a volte in mancanza di meglio) nella Destra (includendo nel termine, del resto impreciso, una parte delle correnti interne alla Democrazia Cristiana), il suo punto di riferimento politico,quanto meno sotto l'aspetto elettorale. Hits: 107 |
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