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Julius Ebnoether
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domenica 11 ottobre 2009 |
 Eracle è un eroe della mitologia greca, corrispondente alla figura
della mitologia romana Ercole. Figlio di Alcmena e di Zeus, era dotato
di una forza sovrumana. Nacque ad Argo. L'epiteto poetico che lo
definisce è Alcide, derivante da Alceo, suo nonno paterno. La vicenda
di questo eroe non è raccontata in una sola opera, ma ne sono state
scritte molte che lo vedono protagonista, marginalmente o
particolarmente. Celebri le sue incredibili imprese, quali ad esempio
le dodici fatiche che lo vedono affrontare serpenti dalle teste
molteplici, leoni dalla pelle impossibile da scalfire, uccelli in grado
di sparare piume affilate come lame e molti altri mostri che l'eroe,
sia per coraggio che per astuzia, riuscì sempre a sconfiggere. Sempre
imbattuto perse la vita di propria mano, dandosi fuoco presso un rogo,
dilaniato dal dolore che Deianira, sua moglie, ignara del tradimento
del centauro Nesso, aveva causato intingendo la sua tunica in un veleno
mortale. Salito nell'Olimpo sposò Ebe, la coppiera degli dei e divenne
il dio guardiano, ricongiungendosi perfino con Era, sua eterna nemica.
Maggiore eroe greco, divinità olimpica dopo la morte, Eracle fu
venerato come simbolo di coraggio e forza, ma anche di umanità e
generosità, anche presso i Romani. Era ritenuto protettore degli sport
e delle palestre. fu onorato in numerosi santuari sparsi in tutta la
Grecia e le sue tante imprese, espressione dell'altruismo e della forza
fisica, lo fecero credere il fondatore dei Giochi olimpici.
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Julius Ebnoether
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domenica 11 ottobre 2009 |
 Cadmo è una figura della mitologia greca, fondatore di Tebe. Era figlio
di Agenore re di Tiro e di Telefassa e fratello di Europa. Quando la
sorella Europa venne rapita da Zeus, il padre Agenore lo inviò coi
fratelli Fenice e Cilice, alla sua ricerca, ordinando di non tornare
prima d'averla trovata. Cadmo iniziò recandosi presso l'oracolo di
Delfi per avere consiglio. L'oracolo gli suggerì di interrompere la
ricerca, poiché sarebbe stato il fondatore di una nuova città. Avrebbe
dovuto seguire una vacca e, quand'essa si fosse fermata, lì edificare
la città. Dì lì a poco Cadmo e i suoi compagni incrociarono una vacca
diretta ad oriente e la seguirono. L'animale si fermò solo al centro
della Beozia: qui Cadmo decise di edificare la città.
Nel frattempo volle sacrificare la vacca alla dea Atena, ma nel mentre
i suoi compagni stavano per attingere l'acqua d'una sorgente lì vicina,
il drago che la custodiva li attaccò. Cadmo accorse e riuscì ad
uccidere il mostro, ma i suoi compagni erano tutti morti.
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Julius Ebnoether
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domenica 11 ottobre 2009 |
 Prometeo è una figura della mitologia greca, titano, figlio di Giapeto
e di Climene. A questo eroe amico del genere umano sono legati alcuni
antichissimi miti che ebbero fortuna e diffusione in Grecia. Egli è
anche "cugino" di Zeus, essendo anche quest'ultimo figlio di un titano,
Crono. Le tradizioni differiscono talvolta sul nome della madre. Viene
citata Asia, figlia di Oceano o Climene, anch'ella un Oceanina. Una
leggenda più antica lo rendeva figlio di un Gigante, chiamato
Eurimedonte, il quale lo aveva generato sin da bambino violentando Era,
il che spiegherebbe l'avversione di Zeus verso Prometeo. Prometeo ha
vari fratelli: Epimeteo, che è, in contrasto con lui, il "maldestro"
per eccellenza, Atlante, Menezio. Prometeo si sposò a sua volta. Il
nome di sua moglie varia egualmente secondo gli autori: il più delle
volte è Celeno, o anche Climene. I suoi figli sono Deucalione, Lico e
Chimereo, ai quali si aggiungono talvolta Etneo, Elleno e Tebe. La sua azione, posta ai primordi dell'umanità, si esplicava in antitesi
a Zeus, dando origine alla condizione esistenziale umana.
I Greci dicono che Atlante fosse figlio di Era, e che le sue cinque
coppie di fratelli gemelli giurassero lealtà sul sangue di un toro
sacrificato. All'inizio i fratelli erano molto virtuosi e saggi, ma un
giorno si lasciarono vincere dall'avidità e dalla crudeltà; per punirli
gli dei scatenarono un diluvio che distrusse il loro regno.
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Julius Ebnoether
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martedì 06 ottobre 2009 |
 Pèrseo è un eroe argivo della mitologia greca, figlio di Zeus e di Danae, quest'ultima sorella di Laerte e figlia del re di Argo Acrisio. Attraverso la madre discende da Linceo e Ipermestra, perciò da Danao e da Egitto. Il nonno Abante, re dell' Argolide, nella sua giovinezza, era stato un guerriero così temuto che, dopo aver avuto la meglio sui tanti nemici, anche negli ultimi anni di vita riusciva a terrorizzare gli avversari solo mostrando le proprie armi custodite nel palazzo.
Abante sposò Aglaia e dalla loro unione nacquero due gemelli: Preto e
Acrisio. Ma i due fratelli non si amavano ed erano sempre in lotta fra
loro. Si dice anzi che l'invenzione dello scudo sia dovuta a questi due
irriducibili nemici che avevano iniziato le contese fin da quando si
trovavano ancora nel grembo materno. Infine, dopo una lunga lotta,
Acrisio ebbe la meglio e cacciò il fratello, il quale partì per la
Licia, dove sposò Antea, la figlia del re Iobate. Quest'ultimo riportò
Preto in Argolide, e lo insediò a Tirinto. Così Preto e Acrisio, eredi
del regno dell'Argolide, si disputarono il diritto di regnare: Abante
in un primo tempo riuscì a stabilire dei turni, ma poiché le contese
per la supremazia continuavano, si addivenne alla spartizione del
regno: Acrisio avrebbe avuto Argo e Preto Tirinto. Preto, temendo un attacco del nemico, e soprattutto del fratello, fece
realizzare dai Ciclopi un'opera di fortificazione immane: essi
circondarono la città con un muro di pietre grandissime, che nessun
mortale sarebbe mai riuscito a muovere.
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Julius Ebnoether
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martedì 06 ottobre 2009 |
 Teseo nella mitologia greca era un leggendario re di Atene, figlio di
Etra ed Egeo - o di Poseidone con cui Etra una notte aveva giaciuto.
Teseo fu un eroe-fondatore, come Perseo, Cadmo o Eracle che si
batterono tutti, risultandone vincitori, contro avversari che
allegoricamente rappresentavano antiche religioni ed istituzioni
sociali. Come Eracle fu l’eroe dei Dori, Teseo fu l’eroe fondatore
degli Ioni e venne considerato dagli Ateniesi come il loro grande
riformatore, padre della patria e della democrazia in Occidente. Il suo nome condivide la radice con la parola "thesmos", il termine
greco che sta per istituzione. Fu l’artefice del sinecismo
(synoikismos, abitare insieme) - l'unificazione politica dell'Attica
rappresentata dai suoi viaggi e dalle sue fatiche – sotto la guida di
Atene. Una volta riconosciuto come re unificatore, Teseo fece costruire
sull'Acropoli un palazzo simile a quello di Micene. Pausania narra che,
in seguito al synoikismos, Teseo istituì il culto di Afrodite Pandemos
(Afrodite di tutto il popolo) e di Peito, che si celebrava sul lato
meridionale dell’Acropoli.
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