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Home Dietrologia DIETROLOGIA
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Eugenio Scalfari
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domenica 16 aprile 2006 |
 Pensare che un giornalista possa svuotarsi il cervello è ingenuità o furbizia. Non ho avuto occasione di conoscere Lanfranco Vaccari. So che dirige il 'Secolo XIX', giornale di Genova di proprietà della famiglia Perrone. Persone serie, editori da molti anni e un tempo anche del 'Messaggero' di Roma. Sfoglio il 'Secolo XIX' quasi tutti i giorni, leggo i titoli e qualche articolo che può interessarmi come faccio con i principali giornali regionali. Non è un quotidiano brillante ma di buona tenuta e con un buon notiziario locale. Vi domanderete perché, in una settimana che segna la conclusione di una lunghissima e tempestosa campagna elettorale di cui conoscerete già l'esito da quattro giorni, io non trovi di meglio che dedicare l'incipitdi questa pagina al collega Lanfranco Vaccari. Hits: 358 |
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Vittorio Zucconi
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giovedì 13 aprile 2006 |
 E' stato fin troppo facile, per qualcuno che, come me, ha due figli e due nipotini e mezzo (cinque mesi) ormai radicati negli Stati Uniti, avvertire dentro e quindi trasmettere fuori le sensazioni che gli Italiani all'estero e i pendolari della nazionalità provano oggi di fronte all'immagine devastata del nostro Paese e alle vignette da “pizza e pummarola” che ancora circondano i cittadini con il passaporto italiano, immagine riflessa in una legge elettorale insensata e giustamente rivoltata contro chi la ha creata. Il voto degli Italiani all'estero ha bloccato la rimonta della Destra (in questo spazio largamente prevista e annunciata da mesi, quando la Sinistra gongolava nella propria alterigia) e se la Destra stessaè stata così stupida da presentare sei liste negli Usa, contro una sola dell'Ulivo, convinta di spartirsi in casa la nostra ricotta, piangano sulla loro ricottina caduta a terra. Hits: 348 |
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Antonio Marcianò
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giovedì 13 aprile 2006 |
 In questi giorni i media di regime dedicano amplissimo spazio ai risultati elettorali, con tutti i tediosissimi dibattiti durante i quali i vari politici rilasciano stucchevoli dichiarazioni. Quasi tutti, “trionfatori” e “sconfitti” affermano: “Abbiamo vinto”. Non hanno torto: infatti costoro hanno vinto, mentre la stragrande maggioranza dei cittadini s’illude di aver contato e di contare qualcosa, laddove le vere decisioni non vengono prese certo dai sudditi, ma neppure dai burattini, poiché qualcun altro tempo fa stabilì chi avrebbe dovuto fingersi vittorioso e chi, invece,avrebbe dovuto simulare la disfatta. Per chi ha preferito far parte per sé stesso, sdegnando “la compagnia malvagia e scempia”, poco o punto importa se il prossimo governo sarà guidato dal maestrino di Bologna o dal messia di Arcore. Hits: 334 |
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Claudio Magris
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domenica 09 aprile 2006 |
 Uno degli ultimi scivoloni del presidente del Consiglio uscente è oggetto di vituperio per una cosiddetta parolaccia usata nei confronti degli avversari politici, anzi di tutti gli elettori (in ogni caso, qualsiasi sia l'esito delle elezioni, di una metà degli italiani) che hanno intenzione di votare contro l'attuale coalizione governativa e, in particolare, contro chi la presiede. Scandalizzarsi per una loquela sboccata è forse esagerato, anche se un ruolo istituzionale dovrebbe comportare un certo stile e una certa decenza; una parola scurrile suona diversa se pronunciata da un marinaio alticcio che inciampa su uno scalino o da un vescovo che celebra una funzione religiosa. Hits: 338 |
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Adriano Botta
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venerdì 07 aprile 2006 |
 Dopo la Camera, l'Unione conquista anche il Senato (con due seggi di scarto). Ma Forza Italia rifiuta di accettare la sconfitta. Verso uno stallo istituzionale? Si è ormai definita la vittoria del centrosinistra in termini di seggi sia alla Camera sia al Senato (quest'ultima determinata dal voto degli italiani all'estero). Vediamo che cosa è successo e quali sono a questo punto gli scenari di governo. Chi ha vinto, chi ha perso. In termini di voti, l'affermazione dell'Unione a Montecitorio è estremamente ridotta (poche migliaia di schede) mentre a Palazzo Madama la Casa delle Libertà vince con uno scarto di voti popolari molto più ampio (tenendo conto però solo dei dati "italiani", senza i seggi dei connazionali che vivono all'estero). Hits: 328 |
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Omero Astragalo
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venerdì 07 aprile 2006 |
 Lo scrive il gip Clementina Forleo: «L'ex governatore era interessato al mandato a vita per manovrare il sistema bancario». Il «patto della Schiacchetrà». Ha il nome di un vino il presunto accordo tra Silvio Berlusconi e Antonio Fazio stipulato a Roma, in sede istituzionale, il 14 gennaio del 2005. Ne parla il giudice per le indagini preliminari Clementina Forleo nelle motivazioni dell'ordinanza con cui ha concesso gli arresti domiciliari a Gianpiero Fiorani, l'ex amministratore delegato della Banca Popolare Italiana arrestato lo scorso 13 dicembre per lo scandalo relativo alla scalata ad Antonveneta. «Antonio Fazio si incontrò con Silvio Berlusconi,peraltro già agganciato da Emilio Gnutti. Hits: 212 |
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Massimo Riva
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venerdì 07 aprile 2006 |
 I fedelissimi del Cavaliere temono che la vittoria del Centrosinistra scateni una vendetta politica contro Mediaset. Correggere la legge Gasparri significherebbe invece ripristinare le minime condizioni di libero mercato. Silvio Berlusconi ostenta sicumera, ma ha davvero una gran paura di perdere le elezioni. E il suo, stavolta, non è soltanto il logico timore di un qualunque leader politico alla vigilia del giudizio popolare sul suo operato. Ciò di cui il Cavaliere è personalmente terrorizzato riguarda piuttosto gli effetti di una vittoria del centrosinistra sul suo impero televisivo. Hits: 212 |
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Michele Serra
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venerdì 07 aprile 2006 |
 Come decide un indeciso? "Un tanto al chilo", alla "speraindio" o "a capocchia"? L'analisi storica del professor Koffelmeyer: dall'homo indecisus fino a Gianugo Braghin di Schio. Nella storia delle elezioni, e più in generale nella storia dell'umanità, la figura dell'indeciso è sempre stata determinante. Quando le sorti di intere popolazioni sono in bilico, è l'indeciso a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra. Da sempre gli studiosi si domandano come possa, l'indeciso, decidere in un quarto d'ora ciò che non è riuscito a decidere in trent'anni di vita. Nel suo celebre saggio 'Psicopatologia dell'indecisione', il tedesco Koffelmeyer individua tre possibili tipologie di decisioni dell'indeciso: quelle a capocchia, quelle alla speraindìo e quelle un tanto al chilo. Hits: 164 |
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Giorgio Bocca
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venerdì 07 aprile 2006 |
 Vogliamo di nuovo affidare il governo a un 'moderato' come Berlusconi che ci ha portato in guerra, che ha sdoganato i 'camerati', che ha costruito una finta democrazia fondata sull'anticomunismo, a comunismo morto e sepolto? Su nessun uomo politico si è discusso e scritto nell'Italia repubblicana quanto su di lui: centinaia di libri, milioni di articoli, un mare di commenti. E non è una persona 'fatale' nel bene e nel male come Mussolini: è un ometto che affida la sua grandissima fortuna ai difetti e alle banalità assai più che alle qualità. E allora, perché gli italiani lo hanno eletto a capo del governo, perché ignoranoi suoi visibilissimi e spesso ripugnanti difetti fisici e caratteriali, perché appoggiano il suo malgoverno, perché perdonano le sue spudorate menzogne, perché ascoltano rapiti e festanti le sue false promesse? Hits: 203 |
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Eugenio Scalfari
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domenica 02 aprile 2006 |
 Neppure Mussolini, che è stato incomparabilmente più importante di Berlusconi, riuscì a dare un'anima al paese. Il 'Caimano' di Nanni Moretti è finalmente un diversivo alla noia ripetitiva di questa campagna elettorale che va avanti da un anno. La cultura incrocia la politica con l'immediatezza delle date. Di solito non accade. Di solito la cultura lavora su tempi lunghi. Un libro, un film, non influenzano le scelte elettorali, tutt'al più modificano o rafforzano la scala dei valori agendo lentamente sul costume di una società. Gli effetti si vedranno nel tempo in modi indiretti e impliciti. Prendete un film di sessant'anni fa che è stato e in parte ancora è un'icona, come 'Casablanca'. Intriso di retorica e con scarso valore artistico. Apparentemente il messaggio era quello dell'antifascismo ma al fondo c'era una storia d'amore e di misoginia: tra il dovere patriottico e la felicità privata la scelta cadeva sul primo, il dovere la vinceva sulla felicità. Hits: 190 |
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