 Gli scenari mutano, il nemico, ossia il terrorismo, incombe, il soldato
s'attrezza. O meglio, dovrebbe attrezzarsi, ma un "militare-Robocop" in
grado di fronteggiare ogni evenienza costa, e parecchio: almeno 30 mila
euro, secondo una stima che tiene conto di una dotazione essenziale. In
attesa di finanziamenti sufficienti al lancio del progetto su larga
scala, l'Esercito italiano ha già messo a punto i prototipi del
"Soldato futuro" - così si chiama il programma - e le diverse
componenti, computer, Gps e armi sofisticate, vengono testate nei vari
teatri operativi. Obiettivo del progetto, dunque, è adeguare le
capacità operative del "combattente appiedato" dell'Esercito alla
minaccia terroristica, accrescendo - spiegano i tecnici che lavorano al
programma - "le capacità di combattimento, di sopravvivenza, di
comunicazione, di mobilità ed autonomia" del singolo soldato, e
dotandolo di quanto di meglio la tecnologia sia in grado di
offrire. Strumenti hi-tech. Il sistema prevede un elmetto dotato di binocolo per
la visione notturna e diurna, di occhiali balistici antilaser, di
microauricolare e microfono labiale. In dotazione anche un
micro-computer, apparati radio, un sistema Gps e il programma IFF
(Identification Friend or Foe) per distinguere gli amici dai nemici
nelle fasi più concitate della battaglia.
Innovativa la tuta da combattimento: climatizzata, ignifuga, resistente agli aggressivi nbc e trattata in modo da rendere il soldato invisibile, di notte, ai binocoli all'infrarosso. L'arma individuale sarà dotata di telemetro laser, sistema IFF, apparato di puntamento diurno e notturno, un 'designatore' elettronico e uno laser. L'orecchino salva-vita. Si tratta di un pletismografo che, applicato all'orecchio, comunica a una centralina, piazzata nelle retrovie, il flusso della pressione: grazie a questo speciale "orecchino" si potrà conoscere in ogni momento se il soldato è vivo e sta bene. Allo stesso scopo serve anche una maglia, da applicare come una panciera, dotata di particolari sensori.
Costi. Il programma "Soldato futuro" è costato 18 milioni di euro. Ai quali vanno aggiunti i costi dell'equipaggiamento individuale che, si diceva, si aggirano intorno ai 30 mila euro (senza tener conto delle dotazioni più sofisticate). La componente più costosa è il visore notturno individuale: fino a 16 mila euro. Il tradizionale fucile AR 70/90 costa 1.450 euro, ai quali vanno aggiunti 300 euro per il sistema di puntamento "a punto rosso", 5.300 per il puntamento notturno e 650 per il lanciagranate. La pistola PB 92 FS costa 450 euro, la sua fondina 45 e il portacaricatori 8 euro. Prezzi alti anche per l'apparato radio (1.150 euro) e per il sistema Gps (3.250)
Costi più accessibili per l'uniforme da combattimento desertica, che si compra a soli 39 euro. "Economici" anche le ginocchiere (16 euro), gli stivaletti desertici (52 euro) e il cinturone in fibra poliammidica (10 euro). Più cari i guanti termici protettivi (650 euro), mentre il giubbetto antiproiettile costa 950 euro, il combat-jacket 140, l'elmetto in kevlar 130 e la maschera protettiva antischegge 45.
Finanziamenti. Il programma "Soldato futuro", al quale l'Esercito lavora da molto tempo, è considerato dagli esperti "indispensabile" per fronteggiare le nuove sfide in modo adeguato. Anche la Difesa ci punta molto, tant'è che, nonostante il periodo di magra, è uno dei programmi che ha continuato a finanziare: per lo sviluppo delle capacità operative del sistema ha stanziato, per il 2006, 5 milioni e 300mila euro.
Ci auguriamo che siano soldi buttati, naturalmente: anzi, che servano da apripista per l'applicazione civile di alcune buone tecnologie.
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