 Dodice statue di grande formato, in bronzo, di impronta antica,
rappresentanti divinità, eroi e figure alate, dialogano con i campi di
Venezia, lungo un itinerario che da Campo Santo Stefano approda a Santa
Maria del Giglio. Protagonista Igor Mitoraj , nato nella Germania del
1944 da padre francese e madre polacca. Passata la tragedia della
guerra è proprio in Polonia che Mitoraj riceve la sua formazione per
poi emigrare a Parigi. Qui ha inizio la sua ascesa come artista fino a
diventare uno dei più apprezzati rappresentanti della scultura europea
contemporanea. L’inizio della mostra, è comunque, a Ca’ Pesaro, dove
sono esposti i suoi finora inediti disegni, non paragonabili per
qualità alle sculture, ma pur sempre testimonianza della loro fase
ideativa. Nello stesso museo, all’interno come all’esterno, è anche
concentrato il nucleo più consistente (otto) delle sculture, da quelle
ormai canoniche, di grande formato, come la “Testa addormentata” del
1983, che si affaccia sul Canal Grande, alle ultime, di dimensioni più
limitate, molto compatte, ispirate al tema della laguna.
Mitoraj ha una cifra stilistica ben riconoscibile: la sua moderna interpretazione della scultura antica, in particolare di quella greca e egiziana, rende compatibile l’inserimento delle sue opere in un ambiente urbano. L’operazione di Mitoraj appare dunque più convincente rispetto a quella già sperimentata due anni fa e sempre promossa dalla Galleria Contini, per Botero. E’ meno invasiva della precedente e, soprattutto, con opere di maggior qualità e fascino. Mitoraj lascia volutamente mutili, spesso addirittura acefali, molti suo torsi, quasi fossero reperti archeologi rinvenuti da uno scavo, creando una voluta distanza temporale. Anche il bronzo, suo materiale d’elezione, spesso solcato da volute fratture, rafforza quest’illusione. Inoltre la cavità delle sue statue e il vuoto delle orbite quando addirittura gli occhi non siano coperti da una benda, suggeriscono un’atmosfera metafisica, per la quale non è azzardato un paragone con Giorgio De Cherico, non a caso ugualmente attratto dalla mitologia antica. Ca’ Pesaro, campi di Venezia, Piazzale Candiani a Mestre, San Giuliano ed aeroporto.
Lidia Panzeri
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