 Come le altre opere del maestro, Il cenacolo, è stato oggetto di innumerevoli indagini, sulla committenza, sugli studi preparatori, sulla tecnica adoperata dall’artista, sul soggetto, sulla composizione, sui restauri eseguiti… L’aspetto su cui vorrei soffermarmi in questo breve contributo è quello iconografico, alla luce del convincimento che Leonardo da Vinci non fu soltanto un pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato, ma anche un occultista. L’avventura interpretativa dell’opera comincia quando si comprendeche L’ultima cena raffigurata non è solamente l’originale e mirabile trasposizione pittorica di un evento appartenente, almeno in apparenza, alla storia sacra, ma qualcosa di più.
Se si rinuncia ad un’esegesi ortodossa e convenzionale, il capolavoro potrà forse rivelare significati inattesi. Bisogna quindi riconoscere che l’opera va letta a due livelli: quello essoterico e quello esoterico. Il valore esterno si riferisce ad una celebre situazione evangelica: Cristo dichiara, al cospetto dei dodici discepoli, che qualcuno lo tradirà. I seguaci sono sgomenti ed esterrefatti: si interrogano su chi possa essere il fedifrago. Il significato segreto, forse a sua volta polivalente, invece, si accorda alle concezioni iniziatiche del genio italiano, da considerarsi un eretico, vista la sua devozione per la figura di Giovanni Battista che, come si deduce dai Vangeli canonici e dagli Atti degli apostoli, non fu il precursore di Gesù, ma un suo concorrente. Tra gli altri, i ricercatori Lynn Picknett e Clive Prince hanno messo in luce i contenuti segreti di molte opere del maestro, evidenziando la centralità del Battista. Infatti Leonardo esordì come pittore, dipingendo un angelo all’interno di un quadro del Verrocchio dedicato al Battesimo di Cristo, inoltre il suo ultimo quadro rappresenta il precursore del Messia, infine la sua unica scultura rimasta, eseguita insieme con Giovanni Francesco Rustici, noto occultista, raffigura questo santo. Secondo i due autori, un’analisi credibile delle opere di Leonardo, fa “emergere numerosissime informazioni provocatorie ed inquietanti… simboli e segnali ingegnosi e subliminali… Egli tendeva, sopra ed oltre ogni cosa, alla conoscenza”, una conoscenza occulta condannata dalla Chiesa. Anche se Leonardo non fu Gran maestro del Priorato di Sion, stando a Picknett e Prince, espresse in modo coperto una tradizione antichissima e veneranda, incentrata sul culto del femminino sacro, inteso come principio cosmico. Per questo motivo il personaggio che siede alla destra di Gesù nel Cenacolo non è Giovanni, figlio di Zebedeo, ma Maria Maddalena, consorte del Messia, cui allude anche la gigantesca M, disegnata dal profilo delle due figure, i cui abiti tra l’altro sono degli stessi colori, anche se invertiti. La congettura secondo la quale accanto a Gesù si troverebbe Maria Maddalena è stata frettolosamente liquidata da storici dell’arte allineati e da teologi. Costoro l’hanno bollata come fantasia, affermando che i tratti femminei di Giovanni (?) si spiegano con la giovane età, che la M è una sorta d’illusione percettiva o una casualità, che altri particolari apparentemente atipici perdono qualsiasi aura misteriosa, facendo riferimento al testo evangelico. La “confutazione” dell’esegesi esoterica lascia il tempo che trova, anche alla luce delle indubbie anomalie di altri capolavori, come, ad esempio, L’adorazione dei magi e La Vergine delle rocce. In ogni caso, credo che la mia lettura, tesa non a contraddire, ma ad integrare la tesi Picknett-Prince-Brown, darà il colpo di grazia alle interpretazioni comuni e dozzinali, poiché semplice, evidente e consequenziale. Che cosa volle rappresentare allora Leonardo? Al centro il Redentore rivolge lo sguardo in basso, come assorto, con le mani appoggiate sulla mensa davanti a sé. Egli ha appena pronunciato la fatidica frase: “Uno di voi mi tradirà.” Alla sua destra sei discepoli; altrettanti si trovano a sinistra. Vediamo in ordine i personaggi: essi sono Bartolomeo, che punta le mani sulla tavola, Giacomo il minore, Andrea, con i palmi aperti e quasi nella stessa posizione, Pietro, proteso minacciosamente verso il Signore, Giuda il sicario che si ritrae, Giovanni (?), con il busto ed il capo languidamente reclinati. A sinistra ammiriamo Giuda Tommaso che pare interpellare il Salvatore con l’indice alzato della mano, Giacomo il maggiore, Filippo, in piedi e con le mani sul petto, Matteo, con il busto rivolto verso Simone zelota e le braccia nella direzione opposta, Giuda Taddeo, infine Simone. In primo luogo, bisogna osservare che i seguaci del Messia sono disposti a gruppi di tre: tale numero ha un valore simbolico, come dodici e tredici, tutte cifre emblematiche all’interno dell’opera. È evidente: i personaggi adombrano i dodici segni zodiacali, da destra (sinistra per chi osserva) l’Ariete, il Toro, i Gemelli, il Cancro, il Leone, la Vergine, la Bilancia, lo Scorpione, il Sagittario, il Capricorno, l’Acquario, i Pesci. Dissento, perciò, da Fabio Delizia che, in un suo pur pregevole contributo, individua il livello astrologico dell’opera, ma cominciando dalla destra dell’osservatore, poiché Leonardo scriveva da destra a sinistra. Questo non è possibile, poiché un conto è scrivere da destra a sinistra, per un motivo su cui è il caso qui di soffermarsi; un altro è stravolgere l’equilibrio della composizione, invertendo la destra di Cristo con la sinistra e viceversa. Inoltre le ingegnose, sebbene poco persuasive osservazioni dell’autore, per identificare la relazione tra gli apostoli ed i segni zodiacali, sono inficiate da premesse errate a proposito dell’inesistente ortodossia del genio toscano, come dalla scarsa dimestichezza con i problemi di esegesi neo-testamentaria. Nell’ambito di una lettura astrologica, gli apostoli, suddivisi in quattro gruppi di tre, sono le figure zodiacali, distinte in tre segni di fuoco, tre di terra, tre d’aria e tre d’acqua. Cristo è naturalmente il Sole e l’altro personaggio-chiave, alla sua destra è il segno della Vergine. L’accostamento tra i due crea una polarità, un’antitesi-unione tra principio maschile, lato sensu, e principio femminile. Pertanto l’identificazione di “Giovanni” con Maria Maddalena, non è scorretta, purché, per Maria Maddalena, s’intenda non solo la presunta consorte del Salvatore, ma specialmente lo yin, complemento necessario dello yang. D’altronde la compenetrazione degli opposti, la coscienza che nella natura e nella vita agiscono energie complementari è un’idea di molte dottrine esoteriche cui Leonardo alluse in alcune sue opere, come il dipinto raffigurante Monna Lisa del Giocondo. In primo luogo, il nome della donna (in realtà un androgino) contiene quelli di Amon e di Isi, divinità egizie. La Gioconda, poi, è un autoritratto in sembianze maschili-femminili. La Vergine dunque è uno dei due fulcri del dipinto. Bisogna considerarne, in primo luogo, la valenza astrologica. Illuminanti a tale proposito le parole di due studiosi dell’antica mantica, Antonino Anzaldi e Luigi Bazzoli, parole che sono un’indiscutibile conferma del mio assunto: "Misteriosa l’origine di questa figura zodiacale: nulla, nella disposizione delle stelle, suggerisce l’immagine di una fanciulla, per di più alata. Forse questo personaggio umano fu creato per sorreggere la spiga di grano che si era anticamente vista nella parte sud-est della futura costellazione della Vergine, parte che i Babilonesi chiamavano Ki-hal, spiga. … L’antica spiga di grano fu posta assai presto nella mano sinistra di una fanciulla che fu chiamata in greco parthènos, vergine. Il glifo del segno è una specie di m con una zampetta in più che tende a rientrare nel corpo della lettera, una M ad indicare il termine Mater, madre, poiché la Vergine in principio, probabilmente simboleggiava la fecondità… Ne è indizio la spiga ostentata dalla fanciulla. Ma ancora è stata intesa come onda, simile a quella che, raddoppiata, identifica la figura zodiacale dell’Acquario. Ciò in collegamento con le Grandi madri e l’acqua. Nella zampetta rientrante, poi, si è anche individuata la Luna, sulla scia dell’iconografia mariana (di ascendenza isiaca, preciso io) che spesso mostra la Madonna con la falce lunare ai suoi piedi. Non si dimentichi che la festa di Maria cade il giorno 8 settembre, sotto il segno della Vergine. Non manca infine chi, nel glifo rovesciato del segno, ha ravvisato una navicella, insegna della città di Parigi, posta sotto la protezione della Vergine zodiacale e della Vergine Maria.” (…) Louis Charpentier scoperse che le chiese gotiche di Francia furono costruite in modo da riprodurre il disegno della costellazione della Vergine. Gli edifici, dedicati tutti a Notre Dame, la Nostra Signora, sorsero su luoghi in cui i Celti veneravano Vergini nere e dove sovente sgorgavano fonti sacre. La ricostruzione di Charpentier ha trovato conferma negli studi di Greg Rigby, che ha esteso l’analisi a località tedesche. Un filo rosso lega i Templari, che furono i promotori dell’architettura gotica, a Dante, cripto-templare eterodosso, a Botticelli, a Leonardo, seguace dell’eresia giovannita e cultore più che del femminino sacro, dell’androgino primigenio. Con ciò non desidero affermare che la cosiddetta scienza sacra, tanto cara ai cultori della Tradizione, è la dottrina per eccellenza, svalutando, contemporaneamente, altre forme di pensiero, come quello incentrato sulla filosofia razionale e sull’empiria, ma intendo rilevare che, piaccia o no, una linea esoterica ha percorso la storia dell’umanità, simile ad una vena d’acqua sotterranea che, di quando in quando, affiora. Anche gli uomini più logici spesso furono attratti da questa sapienza: da Pitagora, per cui tutto era numero, ma che del numero aveva una concezione mistica, fino agli artisti astratti e concettuali del XX secolo. Questi artisti, infatti, smentendo la loro rigorosa, sistematica, tautologica ispirazione analitica e strutturale, sono sconfinati sovente nella poetica della metafora e in dimensioni spirituali. L’analisi del capolavoro consente anche di capire per quale motivo sulla mensa imbandita con pani, manchi il vino: Leonardo per dipingere Il cenacolo non s’ispirò ai vangeli sinottici (Matteo, Marco, Luca), ma al Quarto Vangelo (Pseudo-Giovanni) in cui l’istituzione dell’Eucaristia, da considerarsi un sacramento tipicamente pagano, è sostituita dalla Lavanda dei piedi, che è la consacrazione di Gesù (il cui vero nome era probabilmente Giovanni) a re d’Israele. Nel Quarto Vangelo un ruolo fondamentale è svolto da Maria di Magdala (alias Maria Maddalena o Maria di Betania) . Anche ammettendo che questa donna non sia stata la consorte del Cristo, ipotesi per la quale, invece, propenderei sulla base di un’attenta lettura dei Vangeli e di altri riscontri, ella, comunque, assurge a simbolo del principio muliebre, come dimostrato. Questo significa che l’artista e scienziato si sentiva vicino al libricino venato di concezioni gnostiche, da convinto assertore dell’importanza che ciascun vero uomo deve attribuire alla conoscenza. Che cos’è la conoscenza? Comprensione della polarità dei fenomeni, sintesi degli opposti: Il cenacolo non è L’Eucaristia, rito pagano mutuato dal Cristianesimo, né la Pasqua ebraica, mentre il pane è simbolo del sapere, già dall’Alighieri definito “pane de li angeli”. L’opera di S. Maria delle Grazie è una carta del cielo con Cristo-Sole-Padre al centro e, alla sua destra, Maria Maddalena-Luna-Madre. Il Sole, tra l’altro, si “sacrifica” in concomitanza del solstizio d’inverno, il 21 dicembre. A mano a mano che passano i giorni autunnali, la luce diurna scema sempre più sino al solstizio d’inverno, che è la “morte” dell’astro, destinato, però, di lì a poco a “risorgere”. D’altronde altre osservazioni dimostrano il significato astrologico del testo pittorico: ad esempio, tra i vari discepoli, Andrea è rappresentato in modo da evocare le caratteristiche del segno zodiacale corrispondente, vale a dire i Gemelli. Infatti l’ex pubblicano apre le palme delle mani che risultano quasi simmetriche ad adombrare il glifo dei Gemelli, II, che ricorda il numero due in caratteri romani. In qualche caso il colore delle tuniche allude all’elemento che governa il segno: Giacomo il minore-Toro, segno di terra, indossa una veste color marrone, Filippo-Sagittario, segno di fuoco, un abito rosso-arancio… (cfr infra). Istruttiva, infine, la disamina della figura di Giuda Tommaso, con il dito indice rivolto verso l’alto, nel classico gesto del Battista: non è un caso se Leonardo attribuisce tale gesto al fratello gemello (carnale o spirituale?) del Signore, per sottolineare forse il nesso tra l’insegnamento di Giovanni Battista e la dottrina spirituale di Giuda Tommaso, cui fu attribuito il cosiddetto Quinto vangelo, che meglio sarebbe definire Primo. Mi piace concludere questo breve studio con le parole dei già citati Picknett e Prince, per sottolineare quanto sia errato reputare Leonardo soltanto uno scienziato razionalista, alieno da qualsiasi interesse esoterico, come purtroppo pensano gli scientisti: infatti la conoscenza empirica insieme con le nozioni matematiche, da un lato, e sapienza iniziatica, dall’altro, per chi è desideroso di evolvere non sono in antitesi, ma conciliabili, anzi inscindibili. L’idea di un Leonardo occultista “non è accettata da molti moderni studiosi di formazione materialistico-razionalista, che valutano Leonardo come il primo vero scienziato, un uomo che non aveva tempo per le superstizioni o per coltivare interessi metafisici ed era l’antitesi del mistico e dell’esoterista. Ma essi non hanno voluto guardare ciò che stava chiaramente davanti ai loro occhi.” Veramente abbiamo i sensi offuscati e la mente obnubilata… e non solo di fronte alle opere d’arte. Antonio Marcianò Appendice: il significato astrologico dei dodici discepoli Bartolomeo scatta in piedi, con impeto. Lo scollo della tunica ed il rigonfiamento sopra l’omero delineano il glifo dell’Ariete. L’Ariete è il primo segno: gli si confanno l’impulso iniziale, il movimento, l’energia. Rappresenta, infatti, il primo stimolo dell’energia che comincia a manifestarsi. Giacomo il minore veste un abito di colore bruno. E’ assiso composto. Il Toro è segno di terra. L’energia si stabilizza. Andrea ha le mani in posizione simmetrica. Il glifo dei Gemelli è formato da due barre verticali a guisa del numero romano due (II). Pietro indossa un abito celeste, le braccia si muovono scompostamente. Il Cancro è segno d’acqua, il granchio si muove in modo obliquo. Giuda riveste nella scena un ruolo negativo. Il Leone è la belva per eccellenza, simbolo di crudeltà infernale. Giovanni/Maria Maddalena. La Vergine è Mater. Giuda Tommaso volge il dito verso il cielo. La Bilancia è segno d’aria, simboleggia la giustizia celeste. Giacomo il maggiore allarga le braccia ad occupare lo spazio di Giuda Tommaso. Lo Scorpione è una grande costellazione, di cui la Bilancia alle origini era solo un’appendice. Filippo indossa una veste rossa. Il suo nome greco significa “colui che ama i cavalli”. Il Sagittario è segno di fuoco ed è un essere biforme, metà uomo e metà cavallo. Matteo veste un abito azzurro: ha il capo volto verso destra e le braccia verso sinistra. Il Capricorno è segno di terra, ma possiede anche una natura acquea, perché in origine era il Pesce-capra. Essendo governato da Saturno, signore del Tempo, guarda verso il futuro, ma si protende ancora verso il passato. Giuda Taddeo è un uomo anziano, dall’espressione saggia. L’Acquario è il “magnifico” nell’astrologia babilonese, dispensatore dell’acqua-sapienza. Simboleggia il progresso spirituale. Simone indossa una tunica color acquamarina. Tiene il pollice e l’indice della destra a formare una sorta di laccio. Il Pesci è segno d’acqua. Il laccio unisce i due Pesci dell’asterismo. Antonio Marcianò Opere di consultazione A. Anzaldi, L. Bazzoli, Dizionario di astrologia, Milano, 1988 A. Chastel, P. Galluzzi, C. Perdetti, Leonardo, Firenze, 1994 Enciclopedia dell’arte, Milano, 2002 Enciclopedia dei simboli, a cura di H. Biedermann, Milano, 1991 A. Lorenzi, P. Mariani, Bibliografia vinciana, 1964-1974, 1979, 1982 A. S. Mercatante, Dizionario universale dei miti e delle leggende, Milano, 2001 P. Monaghan, Figure di donna nei miti e nelle leggende, Milano, 2004 R. Tresoldi, Enciclopedia dell’esoterismo, Milano, 2002 Fonte: http://zret.blogspot.com
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