ARCHIVIO

Ars

LINKS

Ars
ID MAGAZINES
Antiquitas
Ars
Assalti
Memorabilia
Spiritus Mundi

Home arrow Pictura
Pictura
La Primavera di Botticelli, analisi di un capolavoro
Roberto Marini   
martedì 21 marzo 2006
ImageNel tentativo di guardare la Primavera di Botticelli, e non di “leggerla”, molti vi hanno visto un grandioso arazzo. In particolare, uno ispirato ai cosiddetti “millefiori” di scuola fiamminga (e non rari nelle ricche case fiorentine) in cui ogni spazio disponibile è utilizzato per inserirvi un elemento decorativo [vedi arazzo a sinistra]. Per Botticelli deve essere stato un tour de force naturalistico che ha un parziale riscontro solo nella Madonna Bardie al cui confronto la Nascita di Venere, con le sue distese d’acqua, terra e cielo, è una riposante armonia di vuoti e pieni. Nella Primavera il cielo visibile è solo quello tra i tronchi d’albero, e l’azzurro che serve a formare un’aureola intorno al capo di Venere.


Hits: 622

Leggi tutto...
 
Le tre grazie: una chiave per dischiudere il giardino della primavera
Lino Lista   
martedì 21 marzo 2006
Image"Per la città in diuerse case fece tondi di sua mano, & femmine ignude assai, delle quali hoggi ancora a Castello, villa del Duca Cosimo sono due quadri figurati, l'uno Venere, che nasce, & quelle aure, & venti, che la fanno venire in terra con gli amori: & così un'altra Venere, che le grazie la fioriscono, dinotando la primavera; le quali da lui con grazia si veggono espresse...1". Quante parole deve impegnare una personalità, che abbia una fama universalmente riconosciuta, affinché egli possa orientare la ricerca, in un qualsivoglia settore, in un'unica direzione? A Giorgio Vasari, mostro sacro della critica d'arte, furono bastevoli appena una decina di vocaboli. Tanto lungo, infatti, è il periodo con il quale l'eclettico artista e biografo aretino commentò la Primavera di Alessandro Filipepi, detto il Botticelli.


Hits: 432

Leggi tutto...
 
La primavera di Botticelli secondo Giovanni Reale
Ilaria Ramelli   
martedì 21 marzo 2006
ImageGiovanni Reale nella sua pubblicazione "Primavera o le Nozze di Filologia e Mercurio?" compie una rilettura di carattere filosofico ed ermeneutico del capolavoro di Botticelli con la prima presentazione analitica dei personaggi e dei particolari simbolici. In quest'opera Giovanni Reale, il quale, oltre a essere uno dei maggiori studiosi del pensiero antico, è anche acuto interprete di arte rinascimentale, sviluppa con dovizia e finezza argomentativa l'ipotesi che il quadro botticelliano generalmente noto come la Primavera sia in realtà una rappresentazione allegorica ispirata al "romanzo enciclopedico" di Marziano Capella De nuptiis Philologiae et Mercurii.


Hits: 2027

Leggi tutto...
 
La primavera di Botticelli secondo Ernst Gombrich
Ilaria Vitali   
martedì 21 marzo 2006
ImageNei testi del 1945 e del 1972, Gombrich avverte che la sua interpretazione della Primavera è lontana da costituire una prova, e che si tratta piuttosto di un'ipotesi, che suggerisce che una lettura coerente delle mitologie botticelliane potrebbe essere fatta alla luce dell'immaginario neoplatonico. Egli fonda questa interpretazione su numerosi testi neoplatonici, riferendosi soprattutto agli scritti di Marsilio Ficino, il più autorevole rappresentante del platonicismo nel Rinascimento, e ai suoi rapporti con Poliziano e Botticelli. I testi che utilizza per avvalorare la sua tesi,mostrano che Marsilio Ficino era il mentore spirituale di Lorenzo di Pierfrancesco, protettore di Botticelli al momento della creazione della Primavera, e che la concezione neoplatonica delle divinità classiche era uno dei temi ricorrenti della loro corrispondenza.


Hits: 441

Leggi tutto...
 
Macché venere pagana
Antonio Socci e Tommaso Lorenzini   
martedì 21 marzo 2006
ImageUn’ipotesi clamorosa. Il capolavoro di Botticelli, finora mai decifrato, è la rappresentazione di Dante nel Paradiso terrestre nei canti XXVIII-XXXXI del Purgatorio. Ogni dettaglio rimanda alla Divina Commedia. Quest’opera è una celebrazione della Chiesa Cattolica. Che la “Primavera” del Botticelli, uno dei più grandi e misteriosi capolavori della storia dell’arte, sia in realtà un manifesto ante litteram del pensiero “teocon”, potrà sembrare una provocazione. In parte lo è. Ma soprattutto è una conclusione. Che deriva da una valutazionedelle più recenti scoperte. Botticelli teocon?


Hits: 679

Leggi tutto...
 
Pollock, Guggenheim e l'arte contemporanea
Raffaele Giovanelli   
lunedì 27 febbraio 2006
ImageL'«action-painting» di Jackson PollockTre generazioni della famiglia Guggenheim si sono dedicate a collezionare opere d’arte al di qua e a di là dell’Atlantico, raccogliendo un numero imponente di quadri esposti in diversi musei, primo fra tutti il Guggenheim Museum di New York. Ma tutta la meritoria attività, iniziata da Solomon Guggenheim, non ha dato un serio contributo al progresso delle arti visive perché venne sempre condizionata dal credo fondato sul concetto dell’arte per l’arte. Secondo questa concezione l’arte ha per fine se stessa, venendo a costituire una sorta di entità mistica. Con questo presupposto tentare di influire sulla creazione dell’opera d’arte è una contraddizione ed una bestialità. In base a questo credo anche i Guggenheim mai si sono ritenuticapaci di chiedere ad un artista un’opera realizzata secondo il loro ideale di bellezza.


Hits: 311

Leggi tutto...
 
La primavera di Botticelli secondo Edgar Wind
Roberta Monti   
martedì 21 febbraio 2006
ImageEdgar Wind menziona la spiegazione neoplatonica della Primavera e della Nascita di Venere in funzione della “costellazione Ficino-Poliziano-Botticelli”, che era stata messa in evidenza, tra gli altri, da Gombrich. Su questo punto Wind sostiene che solo la relazione tra queste immagini e la poesia di Poliziano, dimostrata dallo studio di Warburg, è incontestabile. Si tratta dei poemi di Poliziano che imitano le opere degli antichi (in particolare gli Inni Omerici, le Odi di Orazio e i Fasti di Ovidio), con le quali Botticelli aveva familiarizzato grazie a Poliziano e Ficino. Wind nota, pure, che la parentela tra questi testi e le immagini di Botticelli è piuttosto una parentela di umore e di gusto, che si limita ad episodi isolati o a dettagli,senza spiegare il programma delle pitture. Secondo Wind, la presenza delle Tre Grazie potrebbe darci una chiave del programma della Primavera nella sua integrità.


Hits: 401

Leggi tutto...
 
Masaccio o dell'uso cristiano dell'ombra
Andrea Lonardo   
martedì 21 febbraio 2006
ImageMasaccio nasce il 21 dicembre 1401 a San Giovanni Valdarno. Proprio in quel giorno il calendario liturgico della Chiesa celebrava, allora, la festa di San Tommaso apostolo. Tommaso, detto Didimo, che in greco significa il "gemello" (probabilmente era nato in un parto gemellare) è appunto l'apostolo che ha voluto "toccare" il Signore risorto, colui che è la vita e la verità, ed ha voluto essere rassicurato e confermato nella realtà della salvezza. Quel nome, Tommaso, proprio per essere nato in quel giorno, dettero i suoi genitori al pittore che sarà il maestrodella Cappella Brancacci. Il suo nome verrà poi storpiato nel soprannome Tommasaccio (da cui Masaccio) - ci dice il Vasari - non per i suoi cattivi modi, ma per la trascuratezza con cui conduceva la sua vita.


Hits: 416

Leggi tutto...
 
Umberto Boccioni, il futurismo in persona
Francesco Morante   
mercoledì 15 febbraio 2006
ImageUmberto Boccioni (1882-1916) è stato il maggior esponente del futurismo italiano. Nato a Reggio Calabria, si trasferì a Roma all’età di diciotto anni. Qui iniziò il suo apprendistato artistico prendendo lezioni di disegno e frequentando la Scuola libera del nudo. A Roma Boccioni entrò in contatto con Severini e Sironi ed insieme ai due frequentò lo studio del più anziano Giacomo Balla, da poco rientrato da Parigi. Nel 1907 si trasferì a Venezia e, dopo altri viaggi compiuti a Parigi e in Russia, si stabilì a Milano. In questa fase prefuturista la pittura di Boccioni si modella soprattutto sulla lezione di Balla: la pittura dal vero e la tecnica divisionista.


Hits: 349

Leggi tutto...
 
Giacomo Balla, futurista indipendente
Julius Ebnoether   
mercoledì 15 febbraio 2006
ImageE' nato a Torino il 18 luglio 1871. Comincia ad esporre a Torino nel 1891 nella locale Promotrice. AII'inizio del 1895 si trasferisce a Roma, dove vivrà fino alla morte, il 1° marzo 1958. Negli anni seguenti si lega d'amicizia con Duilio Cambellotti e Serafino Macchiati, quindi si interessa dell'attività delle Scuole della Campagna Romana di Giovanni Cena. Fra gli ultimi mesi del 1900 e i primi del 1901 lavora a Parigi, ospite di Macchiati. Dal 1899 espone assiduamente alle Mostre della Società di Amatori e Cultori di Belle Arti, a Roma. Nel 1903 partecipa per Ia prima volta alla Biennale di Venezia. In questi anni si legano a lui Boccioni e Severini. Nel 1909 partecipa al Salon d'Automne a Parigi, e al Salone di Odessa. Nel 1910 sottoscrive con Boccioni, Carrà, Russolo e Severini il Manifesto dei Pittori Futuristi e La Pittura Futurista, Manifesto Tecnico.


Hits: 406

Leggi tutto...
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 Pross. > Fine >>

Risultati 11 - 20 di 33