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Pictura
L'ombra della cupola. Piero della Francesca e il Rinascimento scientifico
Franco Ghione   
martedì 02 maggio 2006
ImageGrandi cose e grandi pensieri scuotevano le menti libere di quel gruppetto di intelluttuali, artisti - scienziati, che nel '400 avrebbero riempito coi loro lavori i musei del mondo e dato la gioia ai secoli a venire di rivedere in quello una rinascita dell'Umanità. La ricoperta dei classici greci e latini nel ridare al pensiero la sua natura laica e creativa, svincolandolo dal peso della divinità rivelata, riusciva a diffondere in quel gruppo, come una epidemia, la voglia di capire, di scoprire, di realizzare opere straordinarie. Queste potevano nascere solo all'interno di un pensiero scientifico e da una ricerca del bello e della misura, tutta umana come lo era quella di Euclideo Socrate o Fidia.


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Il cenacolo leonardesco: il Sole e la Vergine
Antonio Marcianò   
domenica 16 aprile 2006
ImageCome le altre opere del maestro, Il cenacolo, è stato oggetto di innumerevoli indagini, sulla committenza, sugli studi preparatori, sulla tecnica adoperata dall’artista, sul soggetto, sulla composizione, sui restauri eseguiti… L’aspetto su cui vorrei soffermarmi in questo breve contributo è quello iconografico, alla luce del convincimento che Leonardo da Vinci non fu soltanto un pittore, scultore, architetto, ingegnere e scienziato, ma anche un occultista. L’avventura interpretativa dell’opera comincia quando si comprendeche L’ultima cena raffigurata non è solamente l’originale e mirabile trasposizione pittorica di un evento appartenente, almeno in apparenza, alla storia sacra, ma qualcosa di più.


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A proposito della Primavera di Botticelli e di Antonio Socci
Lino Lista   
martedì 21 marzo 2006
ImageEsiste un mondo virtuale chiamato WEB costituito da una miriade d’isole, le quali sono nominate “siti”. Ogni isola è simile ad uno specchio e i naviganti del mondo WEB si dirigono verso le isole-specchi nelle cui acque meglio possono riflettere le loro immagini. Ci sono isole “chat” e là si tuffano i chiacchieroni, isole di corsari dove si scaricano musiche senza pagare i diritti d’autore, isole “e-commerce” nei cui pressi gettano le reti i venditori, isole letterarie e ivi sbarcano scrittori e poeti. Isole d’ogni specie, insomma, verso le quali si dirigono anche i ricercatori e i giornalisti perché il mare d’Internet, pur se informale, è un oceano dove si pesca di tutto.


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Perché Venere è la Beata Beatrice
Lino Lista   
martedì 21 marzo 2006
ImageSimilitudini di forme grafiche con altre forme grafiche, corrispondenze di forme grafiche con forme letterarie: grazie soprattutto a Philia, sparse nella rete, ce ne sono a centinaia, oramai, che collegano la Primavera di Botticelli all’Eden di Dante. E’ sufficiente, a volerle riunire tutte in solo un libro, per dichiarare, come Socci sostiene, che la Primavera di Botticelli è l’Eden di Dante? F.D.E. Schleiermacher, il padre dell’ermeneutica testuale contemporanea, avrebbe affermato di no, convinto egli com’era che la conoscenza di un’opera è un percorso che non si conclude mai in maniera definitiva, che procede secondo la regola del circolo ermeneutico, per il quale le parti ed il tutto sono unitida un ininterrotto flusso circolare, che ogni comprensione del singolo elemento è condizionata dalla comprensione del tutto e viceversa, che la conoscenza risolutiva si consegue asintoticamente.


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Dantis amor
Gianni Ferrari   
martedì 21 marzo 2006
ImageL'opera che oggi si conosce con il nome di Dantis Amor (1860-1865) doveva essere il pannello centrale di un trittico che doveva adornare lo studio di William Morris. I pannelli ai lati rappresentavano, a sinistra, l'incontro di Dante con Beatrice a Firenze (ricordato nella Vita Nova cap. 3), e a destra, l'incontro di Dante con Beatrice descritto nel Purgatorio, canto XXX. Il pannello centrale comunque non fu completato e ne rimane soltanto uno studio a inchiostro ora al Birmingham City Museum and Art Gallery. Il dipinto ad olio non terminato si trova invece alla Tate Gallery di Londra. L'opera è completamente simbolica. La figura centrale è Amore che sostiene una meridiana.


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Botticelli e la retorica dipinta
Giulia Grassi   
martedì 21 marzo 2006
ImageUno dei quadri più famosi del pittore rinascimentale Sandro Botticelli si trova a Firenze, nella Galleria degli Uffizi. È conosciuto come La Primavera e venne dipinto intorno al 1478. Il titolo deriva da Giorgio Vasari, un artista e critico del XVI secolo, che ha descritto l'opera nel suo libro sulle "Vite" degli artisti: "un'altra Venere, che le Grazie la fioriscono, dinotando la Primavera: le quali da lui (Botticelli) con grazia si veggono espresse". Si tratta di una tempera su tavola ed è molto bello: i colori sono brillanti e preziosi, le figure eleganti, le donne sensuali e affascinanti; il ritmo della composizione è basato sulle linee curve, e l'impressione generale è quella di un mondo pieno di grazia, di armonia e di bellezza.


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Socci e Botticelli
Lino Lista   
martedì 21 marzo 2006
ImageEgregio dottor Antonio Socci, le scrivo da vari siti di Internet perché è da Internet che lei ha raccolto l’idea —e buona parte del materiale — con la quale, in data sabato 26 novembre 2005, ha colmato ben due pagine del quotidiano “Il Foglio”. L’argomento, che a questo punto le è ben noto, è l’interpretazione allegorica che riconosce l’Eden della Divina Commedia nella “Primavera” di Sandro Botticelli. Ho preso atto di essere stato nominato, nel suo lungo articolo, “en passant”, per ben due volte ed ho notato, pure, che sono stati citati l’ing. Giancarlo Gianazza e il prof. Gian Franco Freguglia, autori del libro “Il riflesso di Dante nella Primavera di Botticelli”, testo dal quale lei ha attinto a piene mani, senza però rispettare pienamente lo spirito del primo capitolo, che dà interamente e correttamente conto delle mie ricerche.


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Primavera di Botticelli, perché Mercurio è Dante...
Lino Lista   
martedì 21 marzo 2006
ImageNon sono molti, in Italia, gli amanti della letteratura che conoscono il nome di Kathryn Lindskoog. Negli Stati Uniti d'America, invece, è una firma che ha buona fama. Kathryn Lindskoog era un'ottima poetessa. Fu corrispondente, studiosa e commentatrice di C.S. Lewis. Si sottopose all'improba fatica di tradurre l'intera Divina Commedia in angloamericano. Per quanto riguarda il tema del presente commento, fu la prima ad intuire e scrivere che la Primavera di Botticelli allegorizza l'Eden del Purgatorio di Dante1. Non l'affermo, ora, per pietà dei morti. Non le riconosco la primogenitura dell'interpretazione soltanto perché, da pochi mesi, ella non è più di questo mondo. Giacché qualcuno la riteneva mia, sin dal gennaio del 2002, ho dichiarato che a lei era da attribuirsi, storicamente, il parto della novella lettura del dipinto di Sandro Botticelli.


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I dipinti a soggetto mitologico di Sandro Botticelli
Ilaria Miarelli Mariani   
martedì 21 marzo 2006
ImageNella storia rinascimentale della pittura a soggetto mitologico un posto di rilievo spetta ai dipinti eseguiti a Firenze da Sandro Botticelli (Firenze 1445-1510) nell'ultimo quarto del XV secolo. Forse per la prima volta gli dei pagani, raffigurati a grandezza quasi naturale, sono i protagonisti assoluti di una serie di dipinti di grande formato, misure fino a questo momento riservate alle pale a soggetto religioso. Ernst Gombrich (1978), riprendendo un'osservazione di Eckart Peterich, sottolinea che all'epoca in cui le creazioni del Botticelli vengono eseguite, queste non rientravano in nessuna categoria definita: i temi mitologici venivano spesso rappresentatisui cassoni nuziali, negli arazzi o nei cofanetti ma non in tavole monumentali, cosa che sarà invece comune durante tutto il corso del XVI secolo.


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Il segreto della Primavera: piano dei Medici
Giuseppe Pullara   
martedì 21 marzo 2006
ImageDietro le figure di Botticelli ci sono le città alleate di Lorenzo il Magnifico. Dipinto bellissimo e misterioso: la Primavera di Sandro Botticelli ha visto negli ultimi duecento anni schiere di critici impegnarsi nell’interpretazione delle nove figure dialoganti (a modo loro) su un prato fiorito con alle spalle un bosco colmo di frutti. La lettura più conosciuta è quella che attribuisce ad ogni figura, partendo da destra, il nome di un mese: e, cominciando dall’aitante Zefiro-febbraio, si arriverebbe a Mercurio-settembre. Il putto svolazzante sulla testa della figura femminile non viene, invece, preso in considerazione.Una nuova, originalissima lettura del capolavoro rinascimentale è destinata a scuotere gli ambienti artistici ed accademici.


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