 Tutte le religioni sostengono fermamente di conoscere l’unico vero Dio,
di possederne l’assoluta certezza, l’esclusiva rivelazione, eppure per
tutti resta un mistero insondabile. Tanto insondabile che l’ateismo è
praticamente diffuso ovunque. Eppure in tutti i tempi vi sono state
delle persone che hanno sempre saputo chi è Dio e la sua vera natura.
«È il più straordinario fenomeno della Natura», affermano, «spesso noi
passiamo accanto al fenomeno, o al miracolo, quasi lo tocchiamo, ma non
lo vediamo neppure, come se fossimo ciechi e sordi». Sono state proprio
queste particolari persone che hanno fondato le religioni, sia le
cosiddette religioni morte, appartenute alle antiche civiltà scomparse,
sia le religioni attuali.
«Dimenticando la verità ermetica che assicurò la sua fondazione», scrive Eugène Canseliet, «la Chiesa universale (katholiké), che possiede il Verbo, lo sta abbandonando per abbracciare l’ecumenismo del diavolo. E niente favorisce di più quest’errore inesplicabile di un clero, troppo spesso ignorante, che obbedisce tremando all’impulso errato, ma cosiddetto progressista suggerito dalle forze occulte che mirano soltanto a distruggere l’opera di Pietro». La scienza antica solleva un lembo del suo ampio mantello e rivela una realtà assolutamente insospettabile, secondo quanto annunciò il profeta Isaia (LII, 15). Super ipso continebunt reges os suum, quia, quae non sunt narrata eis, viderunt et, quae non audierunt, contemplati sunt. (I re chiuderanno la bocca davanti a questo, perché vedranno ciò che non era mai stato loro narrato e comprenderanno ciò che non avevano udito). Inoltre, una particolare rivelazione rende a Gesù la sua giusta storicità, ponendo fine ad una controversia che si trascinava da millenni tra coloro che hanno sempre proclamato la sua non storicità e coloro che lo hanno sempre sostenuto.
Fonte: http://www.apertusliber.com
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