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Senofonte
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venerdì 28 marzo 2008 |
 L'Anabasi è la più celebre opera dello storiografo greco Senofonte, risalente al IV secolo a.C.. Senofonte era uno dei Diecimila, un'armata di mercenari greci assoldata da Ciro il Giovane, il cui scopo era usurpare il trono di Persia al fratello Artaserse II. Anche se l'armata ribelle fu vittoriosa a Cunassa contro l'esercito dell'imperatore, Ciro non sopravvisse alla battaglia, e la sua morte deprivò la spedizione di ogni senso: i greci, penetrati troppo a fondo nel territorio nemico, dovettero così ritirarsi verso un porto sicuro, in un ripiegamento che si preannunciava lunghissimo e pieno di insidie. Il testo narra infatti di come il generale greco Clearco e una quantità di suoi ufficiali furono uccisi o catturati per tradimento, e di come lo stesso Senofonte abbia concentrato i propri sforzi nell'incoraggiamento dei soldati nel lungo viaggio, durato più di un anno, verso il Mar Nero.
Per tradizione didattica, l'Anabasi è uno dei
primi testi integrali che vengono esaminati dagli studenti di greco
antico, grazie allo stile asciutto e lineare che traspare anche nelle
traduzioni; per analogia, è da considerarsi come il De Bello Gallico
per gli studenti di latino. Il termine greco "anàbasi" significa
letteralmente "viaggio dalla costa verso l'entroterra", ed è
contrapposto al termine "katàbasi" che indica "viaggio dall'entroterra
verso la costa". L'avventura descritta da Senofonte, che parte dalla
regione di Babilonia e termina sul Mar Nero, ha più a che vedere con
una katàbasi che con un'anàbasi: la definizione risulta dunque
rovesciata rispetto a quanto descritto, ma non si può escludere la
volontarietà dell'autore nella scelta del titolo.
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