 Il caimano è un pupazzo dal sorriso tutto denti quando lo interpreta Elio De Capitani, è una pomposa caricatura narcisista quando lo declama Michele Placido: siamo nella fase comica, scherzosa, irriverente, ovvia del film. Ma se alla fine Silvio Berlusconi ha la faccia bella, severa, persino barbuta (e si sa quanto il premier provi avversione per ogni tipo di barba, non c'è un suo fedelissimo che non sia glabro) di Nanni Moretti, è allora che il suo attesissimo film, intitolato appunto Il Caimano, inquieta, mette paura, diffonde un senso di panico: lo scherzo è finito, non si gioca più, non ci sono più maschere, né sorrisi, né cerone, non è più tempo di satira, di comizi, di bon ton, di menzogne, di barzellette, di insulti e neppure di parole minacciose.
Fuori dal tribunale dove dopo un processo durato cinque anni, è stato condannato a sette anni e alla interdizione dai pubblici uffici, il personaggio premier con il viso incrudelito e massimamente attraente di Moretti si allontana in macchina carico di gelido odio. Alla folla ha appena detto: "Questa è una sentenza di regime e mi aspetto qualsiasi reazione dagli italiani". E dal cruscotto posteriore dell'auto vede l'assalto ai giudici, le fiamme dei primi incendi, l'inizio di una ovviamente immaginaria rivolta eversiva. Naturalmente sono le scene del piccolo film che nel grande film lo sfigato produttore Silvio Orlando riesce finalmènte a fare per la regia di una giovane autrice; Jasmine Trinca, le cui cocciute ambizioni erano altre. Quelle di raccontare non un solo giorno, tra l'altro nefasto, nella vita di un potente, ma tutta la sua odissea spericolata e piena di misteri, dagli oscuri inizi alla presa di potere su un popolo assetato di teleballerine e folgorato, un giorno, dall'uomo che aveva detto, purtroppo, «L'Italia è il paese che amo». Si sono già fatti commenti scemissimi prima che Il caimano fosse visibile, sia per avversione verso un autore troppo intelligente e indipendente e per questo antipatico anche a gente di sinistra, sia perché si sapeva da tempo a chi si riferisse il titolo (termine coniato da Franco Cordero), a quel cavaliere che a furia di sentirne parlare e di vederlo e ascoltarlo ha sfiancato mezzo paese facendo sognare l'esilio in una Tebaide pretelevisiva. Banale anche l'esercizio diffuso, sempre tra chi il film non ha visto e probabilmente non andrà a vedere, di calcolare se a parlare di Berlusconi senza che sia lui stesso a decidere cosa se ne debba dire, danneggerà la sinistra e porterà voti alla destra, chissà perché. Non si fanno film a fini elettorali, il che sarebbe inutile e sciocco, ma per raccontare delle storie, anche a sfondo politico. Quindi la politica dovrebbe anche in questo caso chiudere l'inutile becco e lasciare al cinema quel che è del cinema: in questo caso, si potrà dire che Il Caimano è un film molto bello, molto ricco, molto umano, spesso anche divertente, senza diventare pericolosi e prezzolati sovversivi? È certamente il film più maturo di Moretti, che con la collaborazione di attori mai così bravi anche nelle apparizioni brevi, prosegue nel suo cammino autobiografico con più serenità e distacco, con più ragione e sentimento. Racconta della difficoltà, dell'impossibilità di dire storie in un paese che ha introiettato l'autocensura. Racconta la fine forse irragionevole e difficile da accettare, di un buon matrimonio, e il rapporto lieve, affettuoso, profondo semplice, tra padre e figli; e alla fine racconta del paese in cui viviamo, invaso da un'anomalia che lo divide e condiziona, che condiziona tutti noi, quindi anche Nanni Moretti: ed è impossibile per un autore fare un film ignorando l'attuale contesto, anche se parla d'altro, anche se lo colloca nel Medioevo. Il produttore Silvio Orlando, bravissimo, non fa un film da dieci anni, da quando era il re del trash con i successi di "Maciste contro Freud", "Mocassini assassini", "Violenza a Cosenza": certi intellettuali lo elogiavano, per la sua «resistenza alla dittatura del film d'autore», ma adesso non lo invitano più, è pieno di debiti, l'amata moglie Margherita Buy vuole mandarlo via di casa. Jasmine Trinca gli dà un suo copione che parla di un imprenditore televisivo pieno di soldi di origine misteriosa che fonda un partito e diventa premier e lui lo immagina come Elio De Capitani, di allegra volgarità da reality show. Fare un film su Cristoforo Colombo come vorrebbe risulta troppo costoso, ripiega su questa storia: ma la televisione non ne vuole sapere, l'attore Michele Placido (geniale) prima gira qualche scena facendo del personaggio un eroe, poi si ritira, si ritira anche il produttore polacco Jarzy Stuhr, quella storia non interessa proprio a nessuno, anche i bambini dì Orlando si ribellano a sentirgli parlare di fondi neri e vogliono invece che racconti loro della terribile Aidra, una mitica avventuriera che sua moglie interpretava nei filmacci d'epoca, ammazzando avversari con forconi, acqua bollente, aragoste incattivite. Si intrecciano la vita privata dissestata di Orlando, le scene del film che va a monte, i pezzi documentari più celebri del personaggio Berlusconi, a cominciare dall'epica figuraccia in una seduta del Parlamento Europeo, (che si può vedere in tutta la sua sciagurata lunghezza nel dvd Quando c'era Silvio, venduto ormai a centinaia di migliaia di copie). A un certo punto Nanni Moretti, questa volta nel ruolo dell'ennesimo attore che rifiuta la parte del premier dice, ragionevolmente, quel che dicono in tanti: che senso ha parlarne ancora, sono cose dette e ridette, chi sa sa e chi non sa non vuole sapere. Siamo un paese tra orrore e folclore. Però quando Moretti diventa Berlusconi, l'autore ci comunica il disagio di una premonizione. Tutto è possibile, in un paese che viene additato come luogo di possibili violenze dal dipartimento di stato americano e dove c'è chi non può accettare, rischiare, di perdere le elezioni. Natalia Aspesi Il Caimano Italia, 2006, Drammatico, Sacher Distribuzione, 24-MAR-06 Trama: Una giovane regista vuole fare un film su Berlusconi, ma ha un problema: non trova nessun attore disposto a calarsi nei panni del protagonista. Attori: Margherita Buy, Silvio Orlando, Michele Placido, Antonello Grimaldi, Costumi: Lina Nerli Taviani, Fotografia: Arnaldo Catinari, Franco Piersanti, Montaggio: Esmeralda Calabria, Regia: Nanni Moretti, Sceneggiatura: Nanni Moretti, Heldrun Schleef, Federica Pontremoli, Scenografia: Giancarlo Basili Fonte: http://www.galluzzo.it
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