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Armando Besio
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domenica 16 aprile 2006 |
 Aveva l'audacia dell'ingegnere, la fantasia dell'architetto, la concretezza dell' imprenditore. Geniale progettista di edifici spettacolari, Pier Luigi Nervi a differenza della maggior parte dei colleghi era anche un costruttore. Possedeva un'impresa, la Nervi e Bartoli spa, fondata a Roma con un cugino, che gli consentì di realizzare in proprio, "chiavi in mano", quasi tutti i suoi progetti più importanti, intervenendo di persona in ogni fase del processo costruttivo, dal primissimo disegno all'ultimo mattone. Uomo di studio e di cantiere, Nervi era anche professore universitario. Hits: 2135 |
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Antonio Marcianò
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martedì 21 marzo 2006 |
 Le interpretazioni relative al veltro dantesco devono essere rapportate anche alla raffigurazioni scultoree del Battistero di Parma. Nello stesso anno in cui nacque Federico II Hohenstaufen, il 1194, un misterioso costruttore di cattedrali affiliato alla corporazione dei Magistri Comacini, Benedetto Antelami, scolpì sul Battistero di Parma il profilo di un cane levriere. È, infatti, con l'immagine di un veltro che termina lo zooforo antelamico, cioè la serie di settantanove figure che circonda l'edificio e che include, tra i vari animali, anche quei tre in cui è destinato ad imbattersi l'Alighieri: la lonza, il leone, la lupa.Dante, com’è noto, si smarrisce nella "selva oscura" oltre un secolo dopo, ma sia le fiere, che ostacolano il suo cammino, sia il veltro preannunciatogli da Virgilio, sono visibili sul Battistero parmigiano. Hits: 1726 |
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Raffaele Giovanelli
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domenica 19 marzo 2006 |
 L’arte moderna nasce facendo tabula rasa di tutti gli stili e di tutte le mode precedenti. Per oltre mezzo secolo abbiamo sentito lodi iperboliche. L’architettura come arte fa parte a sé. Come noto l’architettura non possiamo far finta di non vederla se non ci piace. Siamo costretti a sopportarla. L’architettura moderna si è staccata dalle altre arti. Gillo Dorfles, in un libro del 1972: «L’architettura moderna» (Garzanti) dice: «la frattura tra l’architettura del passato e quella del presente è molto più profonda di quanto non lo sia per la musica, la pittura, la poesia. I rapporti tra le arti visive: architettura, pittura, scultura, furono sempre intimi, addirittura fraterni, per il passato, fu quasi impossibile distinguere dove principiasse una e finisse l’altra». Hits: 823 |
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Philippe Daverio
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domenica 19 marzo 2006 |
 L’immagine che abbiamo di una città spesso è quella che ha inventato un artista. La Parigi di Monet o di Picasso, la Berlino filmata da Fritz Lang, la New York gloomy del cinema noir anni ’40 o quella intellettuale dei film di Woody Allen. Palermo è nota per un immaginario da telegiornale, ma andrebbe riscoperta indagando tra gli architetti che l’hanno reinventata nell’Ottocento. Basterebbe seguire le linee progettuali dei Basile, con il padre Filippo e il noto figlio Ernesto, entrambi impegnati, alla fine del XIX secolo, nel controverso progetto del Teatro Massimo.Ancora oggi quel teatro è il vero luogo d’identità di Palermo. Eclettismo ostentato e trionfante con i lampadari di Venezia belli quanto quelli contemporanei newyorkesi di Tiffany. Hits: 455 |
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Julius Ebnoether
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domenica 01 gennaio 2006 |
 Carlo Scarpa's architectural drawings in colour pencil on cardboard which has acquired a rosy hue, are characterized by a fluidity and a freedom unique for what are essentially templates for work to be done. They are a mirror of the man. In one place they show a painstaking regard for detail, while in another the masterís hand is carried away by impressionist élan, suggesting a fluid quality in unison with the moods of water and light he tried to integrate in architecture. He could create complicity with the artisans executing his projets, so that vagueness rather than hampering work, infused them with Scarpa's spirit. Hits: 501 |
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Marco Cardini
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sabato 26 novembre 2005 |
 È universalmente riconosciuta l’importanza che Firenze ha avuto nella storia, nella cultura, nell’arte e nell’architettura sia medievale che rinascimentale, non solo in Italia ma in tutto il mondo occidentale, tanto che ancora oggi esercita un grande fascino che va oltre i confini nazionali, anche se attraversa un periodo di crisi. Studiare la storia di Firenze dalle sue origini fino allo nascita e sviluppo del Rinascimento è quindi conoscere le radici della storia culturale della civiltà occidentale.Della storia di Firenze si conosce sufficientemente il periodo che va dal XIII secolo ad oggi, mentre rimangono ancora grandi incertezze della sua fondazione, probabilmente avvenuta nel I sec. A.C., e della sua storia fino al XII sec., Hits: 1521 |
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Julius Ebnoether
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martedì 08 novembre 2005 |
 Le mura della Fortezza da Basso nascondono una galleria lunghissima e buia, che le percorre per tutto il perimetro. Un vero e proprio bunker. Abbandonata da lungo tempo, la galleria sotterranea è allagata in molti punti e, a tratti, interrotta da frane. Eppure, essa costituiva un elemento fondamentale del sistema difensivo del forte. Per questo l'abbiamo esplorata, attrezzati con stivali, torce, fari e una ricetrasmittente in caso di bisogno. Il cammino, infatti, è accidentato e pieno di tranelli, costituiti soprattutto dalle buche per lo scolo delle acque. Non mancano, poi, gli oggetti di ogni tipo, dalle bottiglie alle ferraglie, lasciati da chi passò nel cunicolo, anche durante l'ultima guerra mondiale. Per entrare abbiamo scelto un ingresso alla sinistra della "Porta alla Campagna", ora murata. Al di là del cancelletto completamente arrugginito, comincia il corridoio. Andando avanti, si trovano le troniere, cioè le postazioni dalle quali i soldati potevano battere, con tiro raso, tutta la zona dei fossati esterni. Le feritoie, rimaste intatte, erano un piccolo capolavoro di scienza militare. Molte contenevano anche tre "canali", posti in maniera obliqua, che permettevano alle lunghe spingarde di sparare secondo l'angolazione migliore. Le feritoie, inoltre, erano collegate fra loro, in modo tale che il fuoco incrociato sull'esterno risultava micidiale. In quei luoghi stretti e destinati a riempirsi del fumo provocato dagli spari, l'aria e uno spiraglio di luce arrivavano da lunghi camini costruiti in mattoni e posti a distanza quasi costante. A tratti, si individua ancora, lontanissimo, uno spicchio di cielo che spunta fra le grate e le erbacce. In basso, dove ora regnano il silenzio, l'oscurità e lo sgocciolare delle acque, non è difficile immaginare la ben diversa atmosfera nella quale si muovevano le guardie e i soldati di quattro secoli fa. Hits: 440 |
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Andrea Claudio Galluzzo
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sabato 30 luglio 2005 |
 Il Museum of Modern Art di New York nasce nel 1929. È uno dei primi musei americani a occuparsi di arte moderna. Assume, infatti, come punto di riferimento la produzione artistica di fine '800 e inizio '900. Il progetto prende piede grazie alla volontà di tre grandi collezioniste e appassionate d'arte moderna: Lillie P. Bliss, Mary Quinn Sullivan e Abby Aldrich Rockefeller. Le 3 pioniere erano accomunate dall'amicizia con il pittore Arthur B. Davies, uno degli organizzatori dell'Armory Show del 1913. Su indicazione di Davies, viene contattato A. Conger Goodyear, appena destituito dalla carica di presidente della Albright Art Gallery di Buffalo a causa del suo interesse per l'arte moderna. In tal modo viene costituito un comitato con il compito di raccogliere fondi, individuare una sede e scegliere il direttore per il nuovo museo. Hits: 706 |
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Manuela Grassi
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mercoledì 06 luglio 2005 |
 Da Manhattan a Los Angeles, da Lisbona a Londra, a Sydney, il progettista genovese sta cambiando la fisionomia di centri e periferie. Il suo segreto? Credere nella forza dell'utopia. Renzo Piano è appena tornato da Los Angeles a Punta Nave, la sede genovese del suo Building Workshop, una serra adagiata sulle terrazze digradanti verso il mare, legno chiaro e gradini in ardesia, inondata di verde e luce: un incrocio virtuoso tra la leggerezza cara a Italo Calvino e il ferreo calcolo ingegneristico. In pantaloni cachi e camicia azzurra, la barba sale e pepe, il sessantasettenne maestro ha modi pacati e affabili nonostante la stanchezza per il molto viaggiare. Hits: 246 |
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Laura Barberi
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martedì 31 maggio 2005 |
 Leon Battista Alberti nacque a Genova nel 1404, figlio illegittimo di Lorenzo Alberti, esponente di una ricca famiglia di commercianti fiorentini bandita da Firenze dal 1382 per motivi politici. Scrittore in lingua latina e volgare, letterato, famoso architetto (autore del progetto del Tempio Malatestiano a Rimini, del Palazzo Rucellai a Firenze e responsabile del compimento di S. Maria Novella sempre nella città medicea, del campanile del duomo di Ferrara, della chiesa di S. Andrea a Mantova) tanto da essere considerato assieme al Brunelleschi il più grande del secolo; archeologo (compose una Descriptio urbis Romae, Hits: 233 |
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