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L'uomo
Mauro Paoletti   
giovedì 02 marzo 2006
ImageSecondo alcuni scienziati tedeschi l'uomo esiste da 300.000 o 400.000 anni, quindi non si può negare che dopo 80.000 anni possa essersi costituita una grande civiltà. Gli studiosi tedeschi sono noti per le loro vaste e profonde ricerche, in particolare sotto la dittatura di Hitler, preso dalla mania di ritrovare negli oggetti del passato la chiave per il potere assoluto e forse il segreto dell'immortalità, tanto da adottare la svastica a emblema del Partito Nazionalsocialista tedesco, segno celebrato dal mondo antico come la rappresentazione delle quattro forze creatrici.Secondo Zecharia Sitchin, 450.000 anni fa un popolo proveniente dallo spazio e da un pianeta chiamato Nibiru atterrò sul nostro pianeta e attraverso un esperimento genetico creò l'uomo.
Sembra che Sumeri Assiri e Babilonesi abbiano identificato questo pianeta nel Dio Marduk, il re degli Dèi. Quando l'uomo non era ancora stato creato, quando nessuno coltivava i campi e gli ominidi giravano sulla terra, coperti della sola pelle, brucando l'erba e bevendo nei fossi, un popolo extraterrestre si avvicinò al nostro pianeta per colonizzarlo. Costruì città e vi si installò. Così Nippur si popolò di Dèi. Venivano dal pianeta Nibiru che ogni 3600 anni appare nel nostro sistema solare. Il dodicesimo è il pianeta che compie un orbita molto più grande di quella degli altri e lo porta oltre i confini del nostro sistema nel quale riappare, viaggiando in senso contrario rispetto alle orbite dei pianeti, passando nella zona compresa fra Marte e Giove. I suoi abitanti sbarcarono sulla terra con l'intento di estrarre minerali. Fu costituita per questo una spedizione al comando di Anu. Trecento degli uomini a lui assegnati, gli Anunnaki, stazionarono in cielo a tracciare e regolare la scelta delle orbite che portavano alla terra; qui presero posto altri seicento uomini. In orbita rimasero anche gli Igigi, gli addetti alle navette di trasporto che facevano la spola tra il cielo e la terra. Ogni navetta conteneva cinquanta individui: appunto "An.nun.na.ki", i cinquanta che andavano dal cielo alla terra. Coloro che iniziarono a scavare in miniera. Giunsero 450.000 anni fa e appartenevano tutti al popolo dei Nefilim, il popolo dei razzi, gli Dèi. Scavavano con "l'ascia d'argento che splende come il sole"; probabilmente un attrezzo che ricorda il raggio laser. Ma il lavoro era duro e pesante e dopo 140.000 anni gli Annunaki, stanchi, si ribellarono ad Anu. Il loro capo sulla terra, Enki, chiese che venisse creato un lavoratore che prendesse il loro posto. Fu chiamata l'addetta alle nascite, Mami, la quale assistita da Ea il grande, iniziò una serie di esperimenti genetici. Con l'argilla della terra mescolata "al sangue di un Dio" inizia la creazione di esseri ad immagine degli Dèi. Ma molto più semplicemente si fecondarono ovuli di varie forme animali con sperma extraterrestre. Seth nacque attraverso la fecondazione di un ovulo con lo sperma di Adamo. "... e Adamo generò un figlio a sua somiglianza, secondo la sua immagine, e gli diede il nome di Seth". Anche Seth ebbe un figlio, Enos; allora gli Uomini cominciarono ad invocare il nome del Signore, Yahovah (jah, maschio Hovah, Jaheva cioè Eva) da cui si deduce che potesse trattarsi di un essere androgino; maschio e femmina allo stesso tempo. "Dio creò l'uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, lo fece maschio e femmina". Creare deriva da Bara, che significa "far apparire". Può darsi venisse usato il sistema della fusione cellulare fondendo cellule e originando due nuove cellule complete con codici genetici diversi dall'originale. In questo senso esistono nel passato tracce di trapianti genetici. 300.000 anni fa l'homo erectus, o un ominide del genere Homo, venne manipolato e diede vita all'Homo Sapiens. Anche la scienza afferma che non è capace di spiegare l'evento che diede vita all'Homo sapiens 300.000 anni fa. L'ovulo della femmina dell'Homo Erectus, fecondato dai geni di un Dio, fu immesso nel grembo di una "Dea", nella casa della vita, "la Shinti", e quando fu ottenuto il modello, vari duplicati furono inseriti in altrettante femmine extraterrestri, le "Dèe della Nascita". Ma prima di arrivare al risultato finale molti furono gli insuccessi e le mescolanze imperfette. "Apparvero uomini con due ali, quattro o due facce - racconta Beroso - con un solo corpo ma due teste, una di uomo e una di donna. Con organi sia maschili che femminili (androgini). Umani con corna di capra e piedi di cavallo; con il posteriore come il cavallo mentre sul davanti erano rimasti uomini (ippocentauri). Buoi con le teste d'uomo. Uomini e donne con code di pesce; con teste di cani." Altre storie parlano di esseri con membra di ogni specie di animale. Gli uomini-toro e gli uomini-leone, le famose sfingi, non furono poi tanto frutto della fantasia di artisti, ma esseri venuti fuori dagli esperimenti biologici dei Nefilim. Le immagini erano conservate nel tempio di Babilonia. Femmine incapaci di procreare, esseri privi di organi genitali, con occhi infermi. Malformazioni d'ogni genere anche negli organi interni, come il cuore, i reni e le vie urinarie. Altra strana coincidenza quella di collocare l'Homo Sapiens, sia da parte dei testi religiosi che della scienza, nell'Africa Sud Orientale. Quella terra ove vi erano le miniere che i Nefilim volevano sfruttare. Per il possesso di questi lavoratori primitivi si scatenò anche una guerra fra Enki, che deteneva il comando sulla terra, ed Enlil, al quale era stato assegnato lo spazio del cielo. Enlil forgiò un arma detta "Al.A.Ni.", ascia che produce forza, capace di distruggere mura possenti. Con essa conquistò il luogo ove "nasceva la carne" e di conseguenza gli uomini che venivano chiamati "le teste nere". Questa, secondo i Sumeri, la vicenda della creazione dell'uomo; lo strano è che esistono riscontri in altre vicende religiose. I Maya elencano cinque razze, uomini di paglia, di fango, di mais, prima del vero uomo. Il dio Marduk disse: "Io produrrò un primitivo: 'uomo' sarà il suo nome, servirà gli Dèi affinché essi possano vivere con agio". Nella Bibbia si legge: "Ed Elhoim disse: Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza. Ecco l'uomo è divenuto come noi e conosce il bene e il male." Nella Storia fenicia di Sanconiatone si legge che è stata perduta ogni traccia degli eventi del passato e sono state inventate favole allegoriche in modo da farle combinare con tali eventi e occultare la verità. Sanconiatone riuscì a rintracciare nei templi i libri segreti di Ammone e dal loro studio ebbe così l’opportunità di "sbugiardare le interpretazioni fondate sulle leggende, le versioni fornite da preti di ogni religione, desiderosi di nascondere la verità e convalidare nel culto dei popoli le storie artefatte..." È interessante notare che le descrizioni contenute negli scritti di Sanconiatone parlano di un serpente di metallo: "ansima con grandissimo rumore e a cagione del forte soffio emesso, ottiene la velocità desiderata dalle eliche (...) la sua energia e assolutamente eccezionale. Viene raffigurato con la testa di sparviero (...) è sfolgorante e attorno a sé tutto illumina." Notevole la rassomiglianza con la descrizione del serpente che si legge nel Libro dei morti degli antichi egiziani. Sanconiatone parla dei benefattori che insegnarono a costruire strade, canali, abitazioni nelle montagne, chiamati Titani. Parla di Foos, Pyr, Flogos che generarono creature di altezza eccezionale. La dottrina segreta parla di creatori discesi dal cielo che dopo vari esperimenti genetici, attraverso cinque razze, arrivarono ad ottenere l'uomo; la famosa quinta razza che istruirono e ammaestrarono. Le "Stanze di Dzyan", inviolabile libro dai fogli neri e magnetici, scritto in oro nella lingua degli Dèi, narra dell'origine delle razze sulla terra; si legge nella Stanza XII-4: "I serpenti che ridiscesero, che fecero pace con la quinta, che l'ammaestrarono e l'istruirono..." Nella stanza VI-22: "Il bianco cigno della volta stellata adombrò la grande goccia. L'uovo della razza futura, l'uomo cigno della Terza che venne più tardi. Prima maschio-femmina, poi uomo e donna..." La creazione dell'uomo della terza razza avvenne sotto la costellazione del Cigno. Quindi gli dei ridiscendono dopo aver distrutto la quarta e fanno pace con la quinta. La quarta era quella dotata di mente, quella vicina agli dei che prese a considerarsi come tale; e si accoppiò con le donne della Terza chiamate senza mente. Nelle stanze è chiamata la razza dei Giganti. Dediti al culto del proprio corpo, carnivori. Costruirono immense città, scolpirono le proprie immagini adoperando i fuochi vomitati (lava) la pietra bianca (marmo) e la pietra nera (basalto). Alti nove yati. Uno yato equivale a tre piedi. Dato il piede romano di cm 29,60, moltiplicandolo per ventisette otteniamo 799,20, ovvero circa otto metri. La razza malvagia fu annientata dall'acqua: "L'acqua - si legge - minacciava la Quarta. Le acque inghiottirono le sette isole. Tutti i santi salvati gli empi distrutti." Nel manoscritto Troano si indica anche la data. I Maya parlano del 6° anno di Kan l'11° Muluc del mese di Zac si produssero tre grandi terremoti che continuarono fino al 13° Chuen. Sembra che il manoscritto risalga all'11.490 a.C. Osservando il calendario dei popoli scopriamo che il loro conteggio degli anni inizia circa nello stesso momento; dopo il 15.000 come se i periodi precedenti fossero stati cancellati, dimenticati. Nessuno è più in grado di dire con certezza cosa accadde prima. In seguito a quanto scritto da Diego de Landa, basandosi sulle dichiarazioni degli stessi Maya, facciamo partire il calendario dal 3.113 a.C., ai quali vanno sommati 5.125 anni che, secondo i Maya erano già trascorsi, arriviamo al 10.235. Abbiamo già visto che gli Egizi avevano cicli solari di 1.460 anni e partendo dall'ultima "epoca astronomica" del 193 d.C. si retrocede all'11.542 a.C. Gli Assiri avevano cicli lunari di 1.805 anni. Partendo dal 712 a.C. e contando i sei cicli si stabilisce la data dell'11.542 a.C. Da alcuni scienziati è stato ipotizzato che gli abitanti di Tiahuanaco utilizzassero un calendario di 290 giorni, distribuiti in 12 mesi di 24 giorni l'uno. Nello stesso calendario era riflesso anche il movimento della Luna che a quei tempi impiegava 8 giorni per fare il giro della terra. Gli studiosi sovietici Jikow e Kasantsev confermarono la teoria che sulla porta del sole vi era rappresentato un calendario di 290 giorni non terrestre e riferito a Venere, che risalirebbe a 15.000 anni fa. Andrew Tomas, nel libro "I segreti di Atlantide", riporta dati contenuti nel Codex Vaticanus A 3738 nel quale si nominano i quattro cicli degli atzechi. Il primo terminato con un diluvio dopo 4.008 anni; il secondo terminato con un uragano dopo 4.010 anni; un terzo a causa di incendi dopo 4.801 anni; un quarto finito in carestie dopo 5.042 anni, infine un ultimo periodo iniziato il 751 a.C.. Così retrocediamo di un totale di 18.612 anni circa. Gli Hopi conservano una documentazione riguardante tre distruzioni: una provocata da eruzioni; una seconda da violenti terremoti, dopo che la terra aveva preso a girare fuori del suo asse; la terza in seguito a violente inondazioni ove andarono sommersi interi continenti. Gli indiani Hopi citando quest'ultima catastrofe parlano degli abitanti del terzo mondo occupati a distruggersi in una guerra aerea. Altre razze indiane dell'America parlano di tre avvenimenti catastrofici e ne prevedono un quarto non molto lontano nel tempo. E se davvero il diluvio fosse avvenuto in un altro luogo e il suo ricordo fosse divenuto inesatto a causa delle migliaia di anni trascorsi? Vi sono studiosi, fra i quali il filosofo russo Zaitsev, che hanno a suo tempo convalidato questa tesi poiché a loro parere la terra non è abbastanza vecchia per giustificare un'evoluzione spontanea di esseri intelligenti, partendo dai protozoi fino al livello attuale. Altri legami nella scoperta dell'astronomo Van Flandern del 1976. Affermò l'esistenza di un pianeta tra Marte e Giove 16 milioni di anni fa che esplose più di 500.000 anni fa per cause termonucleari, come proverebbe l'orbita circolare delle fasce degli asteroidi che si formarono. Il sole era più caldo e poteva permettere la vita anche su questo pianeta. Lo scienziato e ricercatore russo Aleksander Kazantesev ipotizza una forma di vita intelligente provvista di astronavi, autodistruttasi, che abbia cercato scampo in un nuovo pianeta. Forse di loro rimangono 716 pietre incise scoperte alla frontiera Tibetana che parlano di una razza venuta dallo spazio; oppure la rappresentazione della loro forma è riprodotta nelle statuette rinvenute in Giappone e conosciute come "Dogu". Keplero vissuto nel 1571-1630 collocava tra Marte e Giove un pianeta. Nel 1936 l’astronomo Zavaritsky era convinto che gli asteroidi fra Marte e Giove fossero i residui del pianeta esistito milioni di anni fa, novanta volte più grande della terra, noto col nome di Fetonte; per l'astrofisico Felix Zhigel non fu distrutto da scontri con altri corpi celesti o da forze vulcaniche, perché l'orbita degli asteroidi dovrebbe essere più ellittica e non quasi perfettamente circolare. Quindi, la distruzione, fu causata da una forza che si sprigionò dalla sua superficie e lateralmente rispetto al movimento del pianeta. Questo ci riporta all'ipotesi di una serie di esplosioni termonucleari. Anche secondo la legge astronomica di Bode, secondo la quale Giove avrebbe impedito la formazione del corpo celeste con la sua forza di attrazione, si doveva trovare un pianeta in quel punto. Recenti scoperte menzionano un pianeta che interseca, sembra in modo verticale, il nostro sistema ogni 16.299 anni, tempo necessario per chiudere la sua orbita, noto col nome di Nemesi. Esami condotti dal dottor Rich Muller hanno accertato che ogni 26 milioni di anni, con una regolarità ciclica, si sono verificate distruzioni di massa per ben cinque volte. Troverebbe fondamento quanto narrato dal Popol Vuh, dalle stanze di Dzyan; e dalle cinque distruzioni ricordate dagli Aztechi. Ogni 26 milioni di anni un gigantesco asteroide, "Nemesis", si avvicina da dietro al sole, incrocia le nostre orbite, cozza con la fascia degli asteroidi deviandone qualcuno verso il sole e la terra; causa in tal modo quei cataclismi di cui si sono rilevate le tracce attraverso la quantità di iridio presente negli strati rocciosi, fra il cretaceo e il primo del terziario, in eccessiva misura; facilmente osservabile nella zona di Gubbio (Italia) e nel Montana (USA). Difficile fornire prove certe, il prossimo passaggio avverrà fra quindici milioni di anni, nessuno di noi sarà presente per accertare la teoria. Comunque le estinzioni hanno carattere selettivo e avvengono ad ogni suo passaggio. Di contro dobbiamo segnalare che in 36 milioni di anni ben nove volte il polo si è spostato e tale evento è causa di catastrofi. Vladimir Avinsky, geologo e mineralogista, è uno degli scienziati convinto che civiltà aliene abbiamo visitato il nostro globo; lo proverebbero a suo dire, rinvenimenti, racconti antichi, raffigurazioni di strani oggetti, tracce di strumenti artificiali, impropri del nostro passato. Antichi documenti americani parlano di Dèi scesi dal cielo a bordo di macchine per costruire Tiahuanaco. Visite descritte nei particolari dalle saghe Sumeriche; noto il viaggio spaziale del sumero Etana. Certo è che gli Uro non potevano innalzare le costruzioni rinvenute a Tiahuanaco. Nel luogo vi sarebbe anche una costruzione Piramidale a pianta quadrata di 210 metri di lato composta da tre enormi gradini. Secondo una piantina, disegnata da Angrand nel 1849, era coperta anche da lastre di basalto allineate perfettamente. Dall'alto di questa piramide si nota un notevole disordine fra le pietre come causato un violento cataclisma. Qualcuno un giorno edificò templi e città, scolpì pietre gigantesche in cave lontane da quel luogo ove poi le trasportò. Tutto per un periodo di tempo che coprì molti secoli, infine sparì nel nulla. Chi erano? Da dove arrivarono e perchè sparirono? I Dhyani, i Costruttori, vennero dalla profondità dello spazio, uccisero i mostri e crearono la terza razza. Secondo una fiaba slava l'uomo venne creato lontano dalla terra molto tempo fa. Quando il suo mondo volse alla fine Dio, allo scopo di perpetuare il genere umano, comandò agli angeli di portare diverse coppie sulla terra. Gli angeli diffusero le coppie nel nostro mondo dove si moltiplicarono. Gli Ainou, popolazione dell'arcipelago giapponese avvolta dal mistero, parlano di un Dio che atterrò a Hokkaido a bordo di una macchina aerea sfolgorante nel colore argento: la Shinte (gondola volante) che di giorno luccicava d'argento e di notte era come rame incandescente. Enoch nei suoi libri riporta: "Ed ecco gli angeli che sono discesi dal cielo sulla terra ed hanno rivelato i segreti ai figli degli uomini" (Capitolo LXIII). E ancora: "Ho visto i figli dei santi camminare nel fuoco ardente i loro abiti erano bianchi e i loro volti erano trasparenti come il cristallo (...) laggiù vidi, in mezzo a grande splendore, un edificio costruito con pietre di cristallo e in mezzo a queste vidi lingue di fuoco vivo; vidi un grande cerchio che girava attorno all'edificio che risplendeva ai quattro lati e fiumi di fuoco che l'avvolgevano. E venni trasportato da un turbine lontano, verso l'ovest e i miei occhi videro tutte le segrete cose del cielo" (Capitolo LXX). Parla dei Giganti originati dall'accoppiamento dei figli degli dei con le donne terrestri: "Quando gli Angeli, i figli del cielo, videro le donne, se ne innamorarono e si dissero: scegliamoci delle donne della razza degli uomini e facciamo dei figli con esse. Essi furono in numero di duecento che scesero su Aradis, nei pressi del monte Armon. Ciascuno di loro scelse una donna e le donne partorirono dei giganti ... La loro statura era di trecento gomiti. Divoravano tutto ciò che veniva prodotto dagli uomini e divenne impossibile nutrirli. Allora essi volsero contro gli uomini stessi per divorarli. E la terra rigettò i cattivi." Secondo il Libro dei Giubilei (5) furono i figli di Seth discesi dal paradiso a unirsi con le figlie di Caino generando giganti. Ai giganti fa riferimento più volte la Bibbia. "I figli di Dio generano giganti e nel diluvio perirono i superbi giganti." - Genesi 6,4: "C’erano sulla terra i giganti a quei tempi e anche quando i figli di Dio si unirono con le figlie degli uomini." - Giosuè 12, 4: "L'altro re sconfitto da Israele fu Og, il re di Basan, uno fra gli ultimi discendenti dei Refaim (giganti). Og aveva la sua residenza nelle città di Astarot e di Edrei. Il regno comprendeva la catena del monte Ermon, la terra di Basan, fino ai confini con i Gherusiti e i Maacatiti, Galad fino alla frontiera del regno di Sicor re di Chesbon." - Giosuè 15,2: "Di là i confini proseguivano fino alla cima della collina (...) e si spingevano fino all'estremità della valle dei Rafaim ( a volte detti Refeim o Nefilim)." - Deuteromonio 2,9: "Non provocate i Moabiti e non entrate in guerra con loro ho già dato loro la città di Ar. Prima quella regione era abitata dagli Emim, un popolo forte, numeroso e alto di statura come gli Anakiti. Anch'essi erano giganti. I Moabiti li chiamavano Emim. A Seir prima abitavano gli Urriti, poi i discendenti di Esaù li sconfissero." - Deuteromonio 2,18: "... vi avvicinate agli Amminiti, non provocateli. Era una terra abitata prima dai giganti chiamati dagli ammoniti Zumzummin. Erano un popolo numeroso e forte, alto di statura come gli Anakiti, e il Signore li aveva dati in mano agli Ammoniti che li avevano scacciati e occupato la loro terra." - Deuteromonio 3,11: "Og, re di Basan era rimasto l’unico superstite dei Refaim, Il suo letto, un letto di ferro, è lungo nove cubiti secondo il cubito di un uomo." - Deuteromonio 9,2: "Attraverserete il Giordano, ci sono anche i figli degli Anakiti, gente forte e alta di statura." Per datare il periodo in cui vissero i Giganti dobbiamo seguire l'esodo di Mosè. Il Signore ordina di esplorare il paese di Canaan. Gli uomini inviati da Mosè per esplorarlo giunsero fino a Ebron, attraverso il deserto del Sin e Rehob, e al valico di Amat. Ritornati da Mosè riferirono di aver attraversato un paese che divorava i suoi abitanti con uomini di grande statura; di aver visto i giganti figli di Anak, (Numeri 13,3) della razza dei giganti di fronte ai quali loro sembravano come locuste, e così dovevano sembrare a loro." Nelle Cronache (20,8) si fa riferimento ad un’altra guerra combattuta a Gat, dove è visto un uomo alto, con le dita a sei a sei, in totale ventiquattro, anch’egli era della stirpe di Gat. Secondo quanto scritto uomini altissimi dimoravano a Ebron a occidente del Mar Morto dove adesso si trovano Tamar e Ras-Ez-Zuweira. Ebron fu costruita sette anni prima di Tanis in Egitto, una città che fiorì al tempo degli Hyksos (1800 a.C.) Quindi i giganti erano a Ebron 4.500 o 5.000 anni fa. Stessa epoca a cui si fanno risalire i Menhir di Carnac in Francia. Da qui a pensare che fosse opera di giganti il passo è breve e, ancora più breve collegarli con l'isola di Pasqua, Stonehenge e Glozel, in Francia, dove nel 1925 sono stati rinvenuti scheletri di individui alti cinque metri, gioielli, vasellame, utensili, manufatti risalenti al 17.000 a.C. di notevoli dimensioni. Antiche leggende raccontano di uomini bianchi talmente alti di statura che costruivano i loro archi con i tronchi delle palme, che pescavano sbarrando le acque con le mani, la cui voce aveva il rumore del tuono; era l’antico popolo che abitava in tempi assai remoti il Ciad. Nei miti greci troviamo Atlante, Prometeo, Polifemo e i Ciclopi; in quelli nordici gli dei di Asgard sconfissero la razza dei giganti; il dio Baal era un gigante come Golia colpito da Davide. Dal Messico giungono storie riguardo ad una terra, quella di Anahuac, popolata da giganti; erano i Quinatezmin di cui parlavano i Maya. Seguendo la storia dei Celti e dell'Irlanda troveremo storie che parlano dei viaggi spaziali dei Fomori, giganti dell'epoca. Nelle Filippine, a Gargayan, è stato rinvenuto uno scheletro appartenente ad un essere alto 5,18 metri. Ossa di esseri alti più di tre metri sono stati ritrovati nelle regioni cinesi. Il paleontologo Ralph Von Koenigswald trovò nelle farmacie cinesi un molare umano di enormi dimensioni che giudicò essere appartenuto ad un uomo di quattro metri e altri denti simili, facilmente rintracciabili in tutto il territorio cinese e raccolti come denti di drago, per essere macinati per ricavare una polvere terapeutica. Convinto fossero di un uomo che battezzò Gigantopiteco, vissuto oltre 500.000 anni fa, si recò a Giava per trovare altri resti dell’uomo scimmia; ma i denti trovati su una mascella risultarono più piccoli di quelli rinvenuti nelle farmacie cinesi. La paleontologia ha assegnato a questi reperti 300.000 anni. Dello stesso periodo sarebbero i reperti di Agadir, Marocco, insieme ai quali furono rinvenuti ben 500 scuri a due tagli di otto chili l'una. Autore della scoperta fu il capitano francese Lafenechere. Furono riportati alla luce arnesi da caccia impossibili da impugnare per individui normali, ma adatti alle mani di un gigante alto circa quattro metri. Erodoto stesso racconta di un uomo che scavando nell’intento di costruire un pozzo per l’acqua s’imbatté in una bara di oltre tre metri che conteneva i resti di un uomo altrettanto lungo, riseppellito all’istante. Nel 1870 gli indiani Omaha riesumarono i resti di otto giganti di sette metri i cui teschi misuravano sessanta centimetri. Nelle isole Aleutine vennero rinvenuti nel 1943 ossa e crani giganteschi. In California, nel 1810, fu rinvenuto uno scheletro con sei dita e un cranio enorme. Nel 1577 a Willison, Lucerna, venne alla luce uno scheletro di cinque metri e ottanta centimetri le cui ossa furono esposte nel municipio. Nella chiesa di San Salvatore, nel bresciano, si possono osservare, attraverso una grata, le ossa gigantesche che vi sono conservate. La scienza giustifica il gigantismo e la durata più lunga della vita, con una minore forza di gravità, che favoriva uno sviluppo intellettuale più elevato ed un minore logoramento del corpo in seguito ad una diminuzione della fatica. La spiegazione logica a tale fenomeno potrebbe essere fornita da Horbiger, il quale ipotizzò l’esistenza di più lune intorno alla terra; questo avrebbe influenzato il campo gravitazionale favorendo la crescita smisurata della fauna terrestre. Sono stati rinvenuti a Braystown, nel Tennesse, anche impronte di zoccoli di cavalli, di ben 25 centimetri. La successiva caduta di una luna avrebbe provocato non solo gli apocalittici scenari che hanno estinto alcune specie animali e stravolto il pianeta, ma avrebbe arrestato e provocato la scomparsa del fenomeno del gigantismo. L'esistenza di una razza avente una costituzione fisica più alta e forte contribuirebbe a fornire la più logica spiegazione riguardo alla costruzione dei megalitici monumenti presenti in tutto il pianeta, da Giza a Sacsahuaman, nonché, in alcuni casi, al repentino abbandono di alcuni luoghi come Tiahuanaco; anche se può apparire un comodo ripiego. A cavallo fra il 1400 e il 1500 furono intrapresi numerosi viaggi per esplorare nuove terre, i grandi navigatori dell'epoca affermarono nelle loro relazioni di aver incontrato spesso individui di alta statura. Amerigo Vespucci nella lettera inviata a Lorenzo Pier Francesco dei Medici, il 18 luglio 1500, scrive che nel suo viaggio in Sud America alla foce dell'Orinoco, venne a contatto con dei giganti. Donne più alte di loro di un palmo e mezzo e uomini che pur stando in ginocchio erano più alti di loro che erano in piedi. Avevano archi e frecce e bastoni grandissimi. Vivevano in un isola lontana sessanta miglia dalla costa sotto la foce del Rio della Plata. Anche Pigafetta, nel suo viaggio verso l'Antartico in un isola al largo della Patagonia, vide individui "così alti che noi arrivavamo alla loro cintola. Le loro donne erano alte come loro, ma più grosse." Affermò anche di averne catturato uno, ma durante il viaggio di ritorno morì a causa del caldo. Da lui seppe molte cose, imparò il loro linguaggio. Seppe che la croce per quell'uomo rappresentava il Grande Diavolo Setebos. Il gigante affermava che facendosi il segno della croce il demone sarebbe entrato dentro al suo corpo e lo avrebbe ucciso. Storia che lasciò esterrefatto Pigafetta. Il navigatore inglese Sir Francis Drake nei suoi resoconti affermò di aver incontrato giganti a San Giuliano in Patagonia, nel 1578. Altri navigatori del tempo ne diedero notizia. Nel 1712 le autorità del Cile parlarono di una tribù composta da individui alti tre metri all'interno della Patagonia. Il nonno del poeta Byron, commodoro della Marina, fornisce la notizia di aver incontrato nel 1764 alcuni individui di alta statura, da classificarli giganti, vicino al Capo delle Vergini. A conferma di quello che videro Pigafetta e Vespucci nella stessa zona. Hernan Cortes recuperò alcune ossa gigantesche e inviò al Re di Spagna un femore "alto quanto un uomo", simile a quello conservato al Mt. Blanco Fossil Museo in America, rinvenuto in Mesopotamia. Storie indigene narrano che un tempo, quando vivevano gli Wuarirunas, esistevano uomini altissimi che abitavano enormi città di pietra da loro costruite. Adoravano un unico Dio che chiamavano Japallan Kamayok. Un giorno dal luogo ove nasce il sole arrivarono gli Aukakunas e li sterminarono. Il Dio Japallan per punire di Aukakunas scatenò un cataclisma. Le fondamenta del mondo furono scosse da "raggi e tuoni" e piovvero dal cielo "secchi di ghiaccio". L'acqua continuò a cadere per due lune e uccise tutti gli animali. Quando le acque si ritirarono formarono nuovi mari che sommersero alcune città e tutti gli Aukakunas morirono. Il Dio chiamò tre condor ordinando loro di condurre tre coppie di una terra lontana per ripopolare l'America. Arrivarono a Pinkismarka. Il condor fu adorato dagli Indios e i giganti portarono la conoscenza. Qualunque storia che parla dei giganti lascia intravedere che essi furono gli abitanti di Atlantide, scampati al disastro usando i loro mezzi di trasporto "somiglianti ad aerei". Documenti Maya, Aztechi; poemi come i Purana, frammenti di versi egiziani e Caldei; la genesi e le scienza moderna sono concordi nell'affermare che si siano verificate diverse "creazioni". Nei Purana sono ricordati due grandi creazioni dopo molte altre finite in insuccessi. Lo Zohar menziona mondi primordiali che perirono appena formati. Nel Midraish si afferma la stessa cosa: "Il Santissimo creò e distrusse più mondi prima di riuscire in quello attuale". Le iscrizioni cuneiformi parlano di due creazioni distinte; degli animali e dell'uomo, la prima distrutta perché si dimostrò un insuccesso. Le tavolette che trattano la cosmologia provano che l'attuale creazione fu preceduta da altre. Nella cabala si ritrova l'affermazione delle stesse cose. Prima l'abisso delle tenebre e delle acque con esseri orrendi, uomini con due o quattro ali, con due teste, con gambe e corna di capra; ippocentauri, tori con la testa umana. Il loro elemento femminile era Thalath, il mare, l'acqua conquistata da Belus, il principio femminile. "Belus, venne e tagliò la donna in due; di una fece la terra, dell'altra i cieli e nello stesso tempo distrusse gli animali che essa conteneva." Il pensiero va alla cosmologia sumera, allo scontro fra Marduk e Tiamat che diede vita alla terra. I primi Accadiani chiamarono Ea la sapienza che i Caldei e i semiti trasformarono in Tiamat, divenuta poi per lo storico Beroso Thalath, il Drago Marino femminile; la raffigurazione odierna di Satana. Senza addentrarsi molto nell'angeologia e soffermarsi sul significato allegorico che assume, sotto questo profilo, la "guerra del Cielo" - conosciuta come la battaglia dei "Titani contro gli Dèi", o degli "Asura contro i Deva" - è curioso notare che nella Bibbia i soli angeli nominati sono i "Figli di Dio" menzionati nella genesi. Gli angeli caduti, i Nephilim, messaggeri del Dio ebraico. L'angeologia cristiana deriva da quella dei Farisei, che era basata sui dogmi dei Babilonesi. In seguito l'angeologia cristiana decise che Satana con i suoi "angeli caduti", apparteneva alla prima creazione. I racconti sulle tavolette babilonesi dicono che nei primi giorni gli angeli in ribellione, quelli creati nella parte più bassa del cielo, compirono la loro opera malvagia. Erano gli Elhoim inferiori (Dèi inferiori), coloro ai quali gli gnostici assegnano la creazione della terra. I sette messaggeri del Dio Anu, che comparve nella trinità Caldea, simile a Sin, la luna; la quale nella cabala ebraica diviene l'Argha, strettamente legata con Jehovah; Dio bisessuato come Anu. I messaggeri di Anu, cioè Sin, sono rappresentati sopraffatti dallo stesso Sin, aiutato da Bel, il sole, e Ishtar, Venere. A detta di Bentley, nel 945 a.C. tutti i pianeti, eccetto Saturno, si trovavano nella stessa parte del cielo, col sole e la luna. Secondo quanto afferma la dottrina esoterica fu proprio Saturno il vincitore, ma il risultato non fu capito e travisato. L'avvicendarsi delle razze secondo la Dottrina Segreta diffusa da Madame Blatvasky, ovvero le "Stanze di Dzyan", fornisce altri dati interessanti. Vi si racconta che la terza razza, gli androgini, derivarono dalla seconda e divennero ovipari. I Signori della Saggezza, i Dyhani, dissero "ora possiamo creare". I piccoli nuclei ovoidali si svilupparono in un grande veicolo molle, oviforme, che si induriva gradatamente per schiudersi dopo un periodo di gestazione predefinito. Furono creati i figli della volontà e dello yoga mediante il misterioso potere del pensiero, che permette di produrre fenomeni esterni, percettibili, per mezzo della sua propria energia. Ogni idea può manifestarsi esternamente se la volontà è profondamente concentrata su se stessa. Richiamo l'attenzione su quanto già scritto nelle pagine precedenti sul corpo fisico, quello astrale e la mente. L'energia che crea la materia. Zeus creò la razza umana sui frassini, il Popol Vuh ricavò la terza razza dall'albero Tzita e dalla radice Sibac (uovo). Durante la terza razza gli animali senza ossa crebbero e si mutarono, divennero provvisti di ossa e le loro anche divennero solide. Si racconta che quando Brahma creò gli Yaksha nel vederli così orribili gli caddero i capelli dalla testa e ogni capello divenne un serpente, il Sarpa che strisciava. Nelle stanze si nominano i Naga i quali malgrado la loro coda di serpente trovavano il modo di camminare, correre e combattere. Alcuni discendenti dei Naga, i serpenti della Saggezza, popolarono l'America quando il continente nacque durante i giorni di prosperità di Atlantide. Il serpente nell'America è stato adorato da tutti i popoli che vi hanno abitato. La terza razza è quella rappresentata da Daksha, che inizia l'era degli uomini generati da un rapporto sessuale. Trascorrerà ancora molto tempo prima che questo sistema diventi il modo naturale di generare. Daksha obbedendo all'ordine di Brahma creò bipedi e quadrupedi. Mediante la sola volontà diede vita alle femmine, agli Dèi, ai giganti della quarta razza, agli Dèi-serpenti, agli animali, ai Titani e ai Maghi-Demoni. Da quel tempo le creature furono generate da un rapporto sessuale e non più con il Kriyshakti, cioè il potere della volontà. L'uomo non creò più ma generò. I maschi non ebbero più progenitura nata con la volontà, ma generarono insieme con i Daneva (giganti), da femmine di altre specie. Furono però generati esseri spesso mostruosi. Razze intermedie di mostri, mezzi animali e mezzi uomini. I figli nati dall'uovo, presero come compagne femmine di queste specie e generarono mostri umani. Vedendo ciò, i Re, Signori delle ultime razze, proibirono questi rapporti. Colpirono i colpevoli con la sterilità, distrussero la razza rossa e la turchina che proveniva da uomini con la pelle scura e dai capelli rossi, che camminava a quattro estremità, come i loro antenati: i giganti. La razza più misteriosa è la terza. È un mistero come si siano formati i sessi distinti, di come si separarono nel loro guscio prenatale. Il tempo scorreva con i suoi periodi geologici e le sottorazze perdevano le loro capacità originarie. Verso la fine della quarta sottorazza della terza razza, il bambino perse la facoltà di camminare appena uscito dal guscio. Dopo milioni di anni gli esemplari coperti di pelo rosso, dopo una serie di incroci contro natura, avviarono una nuova specie che si sviluppò nei mammiferi. Si giunse alla quarta razza generata sessualmente. Gli uomini vennero dotati di mente e ogni unità androgina divenne bisessuata. Ecco infine a quinta razza, l'Homo primigenius, discendente da scimmie antropoidi simili al gorilla e all'orango. Secondo l'occultismo una parte dell'umanità della quarta generò figli con femmine di un altra razza solo semi-umana, se non del tutto animale e che gli ibridi di questi animali procrearono gli antenati delle attuali scimmie antropodi. Siamo alla genesi di Eva costruita con una costola, un osso; quindi abbiamo la razza con ossa, ricavata da una precedente razza senza ossa. Ma ci volle sempre un ben determinato numero di anni. Una tradizione di Thaiti parla di Taaroa, il potere creatore che fece dormire l'uomo per lunghi anni, per diverse esistenze, durante le quali trasse dall'uomo un osso (ivi) e ne fece una donna (Eva). Nei commentari delle stanze si legge: "Quando la terra si separò e cadde nel peccato procreando uomini-animali, gli animali divennero feroci e distruttori. Fino ad allora non c'era stato né peccato, né uccisione. Dopo la separazione lo yuga ebbe fine. L'eterna primavera divenne un continuo cambiamento e si succedettero le stagioni." Il freddo obbligò alla costruzione di ricoveri, a coprirsi. L'uomo invocò gli Dèi, i saggi serpenti e dragoni di luce, che vennero. I re divini, i Nirmakaya dei Naga, discesero e insegnarono agli uomini le arti e le scienze, perché l'uomo non poteva vivere nella prima terra divenuta un cadavere bianco e gelato. Gli anni che intercorrono fra le ere concordano sia per le stanze di Dzyan che per la scienza ufficiale. 15 milioni di anni fa l'era terziaria e l'inizio dell'Eocene. La quinta razza viene fatta risalire al Miocene quando la Groenlandia e lo Spitzberg avevano un clima tropicale. I Greci pre-omerici conservano una tradizione di questo paese del sole ove Apollo si recava ogni anno. Chi aveva parlato loro della terra Iperborea? Per la scienza l'Homo Sapiens ha impiegato, dal suo nascere, ben 300.000 anni per giungere all'attuale livello di civiltà. La scienza è solo disposta ad ammettere, come prima data certa, per il genere Homo, 2.330.000 anni, in seguito ai ritrovamenti come quelli di Hadar in Etiopia. Raymond Fowler, autore di "Gli Osservatori", si chiede se l'uomo di Cro-Magnom sia stato portato sulla Terra così come era oppure sia il prodotto di una trasformazione genetica operata da alcuni alieni sull'Uomo di Neandertal. La cosa più curiosa è che questo è uno dei grandi misteri della paleontologia. L'Uomo di Neandertal apparve circa 400.000 anni fa in Europa e scomparve per ragioni ancora ignote, 35.000 anni orsono. La scienza si domanda come questo essere, non molto intelligente, ma dotato di una forza tale da poter sopravvivere a diverse glaciazioni, sia scomparso. Oggi, grazie alle nuove tecniche di datazione e alla biologia molecolare applicata ai fossili, sappiamo che era basso, fasciato da muscoli, del peso di un quintale, viveva in accampamenti scelti in base alla stagione e al reperimento del cibo che cacciava. Sostituito gradualmente dal Cro-Magnom, ossia dall'Homo Sapiens-Sapiens subsahariano di 100.000 anni fa che giunse in Europa 45.000 anni orsono. I due tipi coabitarono per ben 10.000 anni negli stessi siti, spartendosi caverne e cibo. Quando il clima divenne più rigido l'uomo moderno prevalse, grazie anche alla tecnologia in suo possesso. Possedeva armi a getto, punte di osso e di pietra per formare lance, una tecnica di caccia più precisa e astuta e intratteneva relazioni con altre tribù lontane. I Neandertaliani invece vivevano più isolati e possedevano suppellettili rudimentali; inoltre erano fisicamente più deboli ai germi e ai batteri portati dall'Africa dal Cro-Magnon, e questo può aver causato la loro decimazione. Sembra sia improbabile che i loro vicini li abbiano schiacciati in superiorità; la lunga coabitazione escluderebbe il sorgere di una forma di razzismo ancestrale. Ciò emergerebbe dagli studi condotti sul tema dal Prof Jean Jaques Hublin, paleontologo del Museo dell'Uomo di Parigi. S'ipotizza l'incrocio delle razze. Lo studio del DNA dei Neandertaliani dimostrerebbe che sono, geneticamente parlando, lontanissimi dall'uomo moderno e si situano a metà strada fra noi e gli scimpanzé. Il genetista Svante Paabo, che studiò i cromosomi dell'Uomo di Neandertal, analizzando i reperti rinvenuti in Germania nel 1856, dedusse che dagli incroci nascevano individui ibridi non fecondi o con un bassissimo tasso di fecondità. Fino ad oggi mancano le tracce di questi incroci, ma se sono stati possibili, è probabile che non fossero fruttuosi nel numero. Sembra in ogni caso che i Neandertealiani ebbero la sfortuna di incontrare l'Homo Sapiens-Sapiens che contribuì alla loro sparizione. Mauro Paoletti


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