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Julius Ebnoether
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martedì 01 dicembre 2009 |
La Vigna Barberini, teatro della scoperta dei probabili resti della
coenatio rotunda della Domus Aurea, è divenuta proprietà demaniale ed è
stata annessa al parco archeologico del Palatino-Foro Romano agli inizi
del Novecento. A partire dagli anni Trenta, l'area fu oggetto di estesi
scavi, condotti da Alfonso Bartoli, che misero in luce le fondazioni di
un tempio (60 x 40 metri), identificato con quello del Sole, edificato
dall'imperatore Elagabalo, che regnò dal 218 al 222 d.C. Elagabalo
riunì in questo luogo di culto le reliquie più sacre della religione di
Roma, tra cui la Magna Mater, il fuoco di Vesta e il Palladio
(simulacro di Pallade). Quest'ultima circostanza spiegherebbe la
denominazione «Pallara» assunta dalla zona nel Medioevo. Alla terrazza del tempio si accedeva per mezzo di un ingresso
monumentale, detto Pentapylum, i cui resti sono forse da riconoscere in
quelli visibili sull'odierna via di San Bonaventura.
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Stefano Mammini
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martedì 01 dicembre 2009 |
 A Roma, sul Palatino, sono venuti alla luce i resti di una struttura
senza precedenti. Che, ben presto, si è candidata a offrire l'ennesima
prova delle meraviglie di cui Nerone volle circondarsi. "Precipua
coenationum rotunda, perpetuo diebus ac noctibus vice mundi
circumageretur" (Svetonio, Nero, XXXI, 2). Anche l'archeologia ha le
sue regole non scritte, prima fra tutte quella per cui le scoperte più
sorprendenti, quelle di cui si parla anche al di fuori della cerchia
degli specialisti, sono casuali. L'ultimo esempio? Il ritrovamento, sul
Palatino, di strutture che sembrano con tutta probabilità riferibili a
una delle più stravaganti creazioni realizzate a uso e consumo del
terribile Nerone. Il quale, da questa storia, esce un po'più simpatico
del solito. Ma andiamo con ordine. Nello scorso mese di giugno prendono
il via i lavori di consolidamento del fronte nord del Palatino, cioè
del versante del colle che guarda verso il tempio di Venere e Roma e la
chiesa di S. Francesca Romana. L'area è quella di una terrazza
panoramica compresa nella zona nota come Vigna Barberini, nella quale,
già in passato, archeologi del CNRS francese avevano condotto ripetute
indagini. L'intervento prevede anche l'effettuazione di uno scavo,
mirato ad accertare la natura e la consistenza delle strutture antiche
esistenti nella zona di cui si vuole migliorare la compattezza e la
solidità.
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Laura Larcan
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martedì 01 dicembre 2009 |
Scoperta la "Coenatio rotunda", la sala da pranzo della Domus Aurea. La
"Cenatio Rotunda" con vista mozzafiato dal Palatino sulla valle del
Colosseo. Il ritrovamento è avvenuto per caso durante gli scavi alla
Vigna Barberini. Un congegno formato da doppi archi a raggiera che
sostenevano una piattaforma circolare di almeno sedici metri di
diametro. La rotazione non è casuale: si lega alla simbologia del sole
cui si assimilava l'imperatore romano. Fino ad oggi era rimasta avvolta
nel mito della figura di Nerone. Svetonio, nella biografia
dell'imperatore romano, la definiva "coenatio rotunda", la sala da
pranzo della Domus Aurea che girava di giorno e notte imitando il
movimento della terra, per godere di un panorama mozzafiato dall'alto
del Palatino, sulla valle del Colosseo, quando ancora era invasa dal
grande lago.
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Nick Pisa and Claire Bates
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martedì 01 dicembre 2009 |
 Archaeologists have uncovered what they believe to be the Roman emperor
Nero's fabled rotating dining room. The 'coenatio rotunda', which was
discovered in the remains of the first century Golden Palace on Rome's
Palatine Hill, is thought to be the one described by the Roman
historian Suetonius in Lives of the Caesars. He wrote: 'The chief
banqueting room was circular, and revolved perpetually night and day in
imitation of the motion of the celestial bodies.' t is in these
luxurious surroundings that Nero, surrounded by fawning admirers, would
have indulged in sexual depravity and held banquets which lasted 'from
noon till midnight'. 'All the dining rooms had ceilings of fretted
ivory, the panels of which could slide back and let a rain of flowers,
or of perfume from hidden sprinklers, fall on his guests.' The rotating
dining room had a diameter of more than 50ft and rested upon a
13ft-wide pillar and four spherical mechanisms that rotated the
structure.
The mechanism was a feat of Roman engineering, and moved thanks to the
spheres beneath the wooden floor of the room, kept in constant movement
by water being forced against them. Quite how this worked is still
being researched. Experts believe the dining room could be up to 60m
long, but have so far uncovered several supporting pillars, one 4m in
diameter, as well as a perimeter wall. Archaeologist Maria Antonietta
Tomei told how it was the circular shape of the building and the stone
spheres that led the team to believe they had found the rotating dining
room.
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Aristide Malnati
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martedì 01 dicembre 2009 |
 I fasti dell'antica Roma riemergono dagli strati archeologici della
capitale e grazie a vestigia ancora monumentali consentono agli
studiosi e agli appassionati un salto a ritroso nel tempo. Aiutati
dalla necessaria fantasia, combinando le dettagliate informazioni di
storici quali Tacito e Svetonio agli elementi archeologici riusciamo a
immaginarci, quasi a rivivere i festini licenziosi, che Nerone
(Imperatore dal 54 al 68 d. C.) offriva munifico nella famosa "domus
aurea". E il quadro a nostra disposizione si è appunto meglio precisato
grazie alla recentissima scoperta di una sala per eventi di pianta
circolare, a imitare il movimento della terra ruotando giorno e notte:
un'autentica perla dell'ingegneria classica, una rivoluzione
avveniristica ad opera dei geniali architetti dell'Urbe, Celere e
Severo, al cui genio l'Imperatore affidò l'opera. E' l'ultima 'magia' archeologica della "domus aurea", che gli scavi a
Roma hanno restituito grazie al lavoro di sterro, certosino e
sistematico, di un'équipe italo-francese, coordinata da Maria
Antonietta Tomei, Direttrice dell'area del Palatino, e dagli archeologi
Antonella Tomasello e Françoise Villedieu. Nell'area della cosiddetta
"vigna barberini", al centro del Palatino, è stata dunque rinvenuta la
sala da pranzo della villa neroniana: un ampio salone destinato a feste
e intrattenimenti mondani, che grazie a una piattaforma di legno poteva
ruotare giorno e notte, imitando appunto il movimento terrestre. E in
virtù di precise descrizioni da parte di storici-conoscitori diretti
della "domus" siamo in grado di far parlare i resti riportati alla
luce: lo spazio rinvenuto dovrebbe sicuramente essere la 'coenatio
rotunda' descritta da Svetonio nella 'Vita dei 12 Cesari'.
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Vittorino Grossi
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venerdì 17 novembre 2006 |
 La figura dell'imperatore Costantino appartiene alle figure dell'umanità romano-cristiana più difficile da dipanare. Ricostruire la sua storia attraverso le diverse storiografie che si sono sviluppate attorno a lui sfugge forse alle forze di un solo ricercatore e anche di un gruppo, dato il coinvolgimento pressoché totale delle modalità di comunicazione e non di un solo periodo che sin dall'inizio parteciparono a delinearne la figura. Costantino non appartiene infatti solo alla serie degli imperatori romani, il suo coinvolgimento con la religione cristiana, per alcuni vero o supposto, per altri nel rispetto di alcune modalità, ne dilatò l'immagine funzionale oltre ogni dire.
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Zaccaria Mari
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lunedì 01 maggio 2006 |
 Lo scavo della cosiddetta «Palestra» presso la Villa Adriana di Tivoli, iniziato alla fine del 2005, ha portato ad interessanti risultati di cui si è avuta larga eco nei mezzi di comunicazione. Il progetto, finanziato con fondi ARCUS (la Società per Azioni costituita dai Ministeri delle Infrastrutture-Trasporti e per i Beni e le Attività Culturali) e attuato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio, riguarda il recupero di un gruppo di sei edifìci monumentali raffigurati nelle piante storione della villa, ma oggi quasi completamente interrati.La denominazione tradizionale risale a Pirro Ligorio, che alla metà del Cinquecento scavò due aree perticate simili a ginnasi e rinvenne tre busti in marmo rosso, aventi la testa rasata coronata di ulivo, che ritenne di atleti. Hits: 1314 |
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Valentina Mazzoni & Manuela Proni
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lunedì 01 maggio 2006 |
 Il più importante protagonista della seconda guerra punica fu Annibale, comandante cartaginese, che già alla giovane età di ventinove anni si affacciò sulle Alpi con i suoi elefanti e ventiseimila soldati. Sarà proprio questo geniale stratega che, dopo aver umiliato Roma, verrà, però, battuto e finirà col suicidarsi. Annibale trascorse l’infanzia nel clima della sconfitta bruciante subita dal padre, il generale Amilcare Barca, nella prima guerra punica.In lui, incoraggiata dal suo precettore, nacque e si rafforzò, così, un’istintiva vocazione alla guerra, che gli permise di passare da figlio del generale che conquistò la penisola Iberica a vendicatore in prima persona. Il pretesto della rivincita glielo fornì Roma,in quanto rispose con una sanguinosa guerra alla provocazione dei Cartaginesi che invasero Sagunto, città in territorio punico, ma che i Romani pretendevano di considerare loro. Hits: 1429 |
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Siegmund Ginzberg
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lunedì 01 maggio 2006 |
 Trionfo e caduta del condottiero che osò terrorizzare la grande Roma. Accolto in patria come un vincitore, fu poi sconfitto dalla politica. L’immagine che ci è stata tramandata di Annibale è legata ad una serie di vittorie strepitose, alla grande, e sconfitte invece di stretta misura. Il che porta in genere a trascurare che dalla sconfitta decisiva, quella a Zama, alla sua uscita definitiva di scena, erano trascorsi altri 20 anni, un tempo assai più lungo delle campagne militari con cui per un soffio non divenne padrone d’Italia. Ci fu un Annibale politico,per molti anni leader di Cartagine anche dopo la sconfitta, in genere trascurato dagli storici rispetto all’Annibale condottiero. Ha avuto invece fortuna in letteratura un Annibale bambino, che per poco non sarebbe finito arrosto. Hits: 1352 |
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Furio Sampoli
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venerdì 07 aprile 2006 |
 Nobile di nascita, colto ed eloquente. Marco Cocceio Nerva fu imperatore per soli sedici mesi. Nei quali, tuttavia, promosse riforme e provvedimenti di straordinaria importanza politica e sociale. Nerva fu scelto dal Senato romano, che da oltre un secolo non eleggeva un imperatore. Ma l'elezione non era stata gradita dai pretoriani, che scatenarono un eccidio tra i capi del pretorio implicati nell'uccisione di Domiziano. In nemmeno ventiquattro ore dall'uccisione di Domiziano, Marco Cocceio Nerva fu eletto dal Senato imperatore di Roma. Hits: 1220 |
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